Un piccolo scuolabus portava a scuola i bambini di Carpasio. In paese sono sette, qualcuno va alle elementari, qualcuno alle medie. Quello scuolabus rischiava di scomparire dopo l'ennesima ondata di tagli ai comuni. Invece sarà attivo anche quest'anno grazie al gesto del sindaco Claudio Seravalli, che si è decurtato lo stipendio per garantire il servizio senza gravare economicamente sulle famiglie.Carpasio, minuscolo comune dell'entroterra di Imperia, conta 170 anime. In estate, coi villeggianti alla ricerca del fresco, il numero raddoppia. Ma, appena arriva l'autunno, si rasenta l'isolamento: "Qui passa una corriera alle 6 e mezza, che porta a valle gli studenti delle superiori - racconta Seravalli - e quella dopo è alle 9, ormai inutile per i bambini delle elementari. Non siamo una città, non abbiamo linee urbane facilmente accessibili. Lo scuolabus ci serve per forza".
Lo Stato ha decurtato gli stanziamenti per 12 mila euro. "Per noi sono un'enormità", dice il sindaco. Per finanziare lo scuolabus, l'ATS di Taggia, che svolge il servizio, avrebbe chiesto alle famiglie un contributo di 100 euro a bambino. "Sono troppi, se ci mettiamo anche i soldi dei pasti a mensa". Qualcuno pensava già di cambiare paese.
Così una parte ce l'ha messa lui, il sindaco, un altro piccolo eroe del quotidiano. Un ulteriore contributo arriva dalle casse comunali e una mano l'ha tesa anche l'ATS, che ha ritoccato la tariffa verso il basso. Però, confessa Seravalli, "in futuro sarebbe bene che ci pensasse lo Stato. I nostri piccoli comuni non possono rinunciare a questi servizi. Sono essenziali".
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