Cronaca

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Pippo Baudo non si limita a polemizzare col direttore di Raiuno, Fabrizio del Noce, e attacca anche Prodi, il ddl Gentiloni e i politici in generale che dovrebbero occuparsi di "problemi seri": la polemica dunque diventa politica, anche perché c'é chi, come il presidente della commissione di Vigilanza, Mario Landolfi, non abbandona il filone dei super-compensi a Hunziker e Baudo chiedendo di vedere la direttiva Nicolais. "Prodi ha un'idea sbagliata sulla Rai - ha attaccato Baudo nella tradizionale conferenza stampa del giorno dopo - La sua tendenza è a privatizzarla. Così si toglie importanza e, pur essendo suo amico ed elettore, ho una posizione critica, non credo che questa azienda vada cancellata". L'affondo è, in particolare, per il ddl Gentiloni: "Se c'é una legge che mette fuori mercato la Rai, questo è esiziale per il nostro Paese. Finiremmo come la Pbs, la tv pubblica americana, a fare l'1%. I soldi andrebbero altrove: dove? Lo sappiamo tutti...". E mentre la Rai si chiama fuori ("opinioni personali"), a chiedere subito che Baudo si scusi col governo è Riccardo Villari della Margherita secondo cui "le sue sono parole inaccettabili". Chi chiede a Baudo di lasciar stare il ddl Gentiloni è anche Giuseppe Giulietti,Ds: "Il ministro Gentiloni - dice - sta tentando, tra mille difficoltà e ripetute aggressioni, di rendere un po' più europeo il nostro sistema dei media. Nella sua proposta non vi é nulla che possa ridurre la Rai ad una piccola azienda sul modello Pbs". Baudo incassa invece, dall'interno della maggioranza, il plauso di Marco Lion dei Verdi che parla di "parole che rincuorano": "Ad un professionista come Pippo Baudo andrebbe come minimo data la direzione della prima rete: almeno saremmo certi che lavorerebbe per il servizio pubblico con la grande professionalità finora dimostrata e senza essere una quinta colonna di Mediaset". "Sono d'accordo con Baudo - aggiunge Lion: la tv pubblica non va privatizzata e la proposta Gentiloni è assolutamente insufficiente". Dal centro destra Baudo è accusato di "attacchi pretestuosi" (Fabrizio Cicchitto, Forza Italia) a Del Noce o di credersi padrone della Rai (Francesco Giro, Forza Italia). L'altro fronte, sempre vivo, e nel quale Baudo entra solo indirettamente in una interviste che le Iene manderanno in onda domani ("Ho preso un quarto di quello che prese Bonolis"), è quello dei compensi. Il presidente della Commissione di Vigilanza sulla Rai, Mario Landolfi, fa sapere di aver chiesto al ministro Nicolais copia della direttiva sul comma della legge Finanziaria che stabiliva tetti ai compensi per società pubbliche e che ha permesso di pagare i compensi 'extra' a Baudo e Hunziker e aggiunge che martedì nell'ufficio di presidenza si valuterà la richiesta di Petruccioli di essere ascoltato. E se i senatori di Forza Italia, Maria Burani Procaccini e Antonio Gentil chiedono a Baudo "che fa proclami per il centrosinistra come se fosse un leader politico" di restituire il compenso, e Giorgio Lainati (Fi) e Davide Caparini (Lega) tornano sulla questione, lo stesso ministro Nicolais spiega che la decisione di escludere i compensi per i professionisti che ha portato alla sblocco dei compensi per i presentatori di Sanremo è stata presa con l'unico obiettivo di consentire alla Rai "di competere sul mercato".