Più di 120 firme della 'società civile' sono state recapitate a senatori e deputati eletti in Liguria. Con un appello chiaro: "riflettere seriamente sulle conseguenze di una scelta dettata da sole motivazioni di schieramento ben coscienti della responsabilità che avete nei confronti dell’intera comunità nazionale". Tra i firmatari ci sono alcuni tra i principali protagonisti dell'economia e della cultura genovese come Giovanni Calvini, Carlo Castellano, Francesco Berti Riboli, Beppe Costa, Carla Gardino, Ugo Salerno, Alberto Amico e Manuela Arata. Una crisi di governo che, sottolinea il comunicato, "rischia di vanificare la fragile ripresa che in queste settimane stava manifestandosi dopo una recessione che ormai dura da cinque anni e che sta comportando gravi conseguenze occupazionali soprattutto a carico dei giovani".
Un appello che non si riferisce a ideologie particolari, né a logiche di partito. "In questo momento - prosegue la nota - chi sottoscrive questo appello non ritiene prioritario riconoscersi nelle tradizionali categorie di centro-destra e
centro-sinistra, ma è determinato a fare uscire il Paese dalla crisi nel quadro della Comunità Europea. Le spregiudicate scelte e le "non scelte", sia di finanza pubblica sia di politica economica degli ultimi vent’anni, obbligano l’Italia ad affrontare la questione con urgenza e senza ulteriori rinvii."
Andare adesso a nuove consultazioni elettorali senza aver approvato sia i più urgenti provvedimenti economici sia una riforma della legge elettorale - conclude la nota inviata ai parlamentari liguri chiamati a votare la fiducia al Governo Letta - riproporrebbe la situazione d’impasse di adesso, con conseguenze gravissime che non potete scaricare sulle spalle del Paese."
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