Con il 53,7% di voti favorevoli è passato ieri sera a Genova il referendum sull'accordo sindacale che porterà a sacrifici per 8.3 milioni di euro per tentare di salvare l'azienda di trasporto pubblico dal default. I sì sono stati 991 e 828 i no su 1.843 votanti dei 2.337 aventi diritto. I seggi nelle rimesse Amt, aperti dalle 4 di ieri sono stati chiusi come previsto alle 21, ora in cui è iniziato lo scrutinio.
"I lavoratori hanno detto sì ai sacrifici per salvare il servizio - ha detto il segretario Filt Cgil Andrea Gamba -, ora tocca a Comune di Genova e Regione Liguria mantenere le promesse e rilanciare l'azienda".
I lavoratori dunque hanno detto sì ai contratti di solidarietà da giugno, al taglio dei premi, al trasferimento di mansioni di 60 lavoratori, al contributo di un euro su ogni pasto mensa e alla rinuncia di parti di salario pari a una cifra ricompresa tra i 1.400 e i 3.000 euro all'anno a lavoratore. "Non ci sono alternative migliori all'accordo", aveva detto stamani il sindaco di Genova Marco Doria.
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