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GENOVA - La classifica si è mossa. Il pareggio di Udine che era l’obiettivo minimo, luccica di più visto che il Cagliari non ha battuto la Salernitana, lo Spezia ha perso col Bologna e il Venezia si è fermato con l’Inter. Dieci punti per i rossoblu, come l’anno scorso in questa giornata. Ma allora l’arrivo di Ballardini dopo i tre punti del Picco fu il segnale di una squadra destinata a volare. Ora invece il calendario e la continua carestia in attacco ridimensionano anche i progressi che si sono visti a Udine.

Intanto Shevcenko, come ha detto Sirigu, ha portato più ordine e in Friuli per la prima volta in trasferta il portiere non ha preso gol. Sotto la regia di Rovella le ripartenza avevano i tempi giusti mentre là davanti Ekuban ha fatto gli straordinari, pur mangiandosi ancora una volta un gol, con Bianchi che è rimasto a galla come ha potuto. Il guaio è che Destro con il Milan mercoledì sera al Ferraris e poi con la Juve non ci sarà. I rossoblu sperano di averlo il 10 dicembre nel derby con la Sampdoria. Altri recuperi sembrano distanti, compreso quello di Criscito. Lo staff medico dovrà cercare un miracolo.

Per Shevcenko il match con i rossoneri sarà speciale. Lui anima del Milan di Berlusconi ha vinto tutto, ma i sentimenti verranno messi da parte. Il Genoa deve fare punti ma anche fare i conti con quel che passa il convento. Inevitabile un po’ di turnover, giocano sempre gli stessi, perlomeno con la Juve dato che successivamente ci sarà la stracittadina. Qualche giocatore che va in diffida rischierebbe di non esserci e in questo momento con i blucerchiati sulla carta è l’unica occasione per fare qualche passo in avanti. Dopo ecco Atalanta e Lazio. Per Sheva e i suoi c’è da scalare una montagna.