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GENOVA - Il Genoa di Blessin fin qui ha un record: ha mandato in gol 6 giocatori tutti diversi. I rossoblù non hanno un bomber nelle prime posizioni, ma hanno un gioco che porta in rete chiunque. Una cooperativa del gol unica.

Il modulo 4-2-2-2 porta a questa soluzione che non è disprezzabile, anzi. Col Venezia hanno segnato Portanova e Yeboah, poi Ekuban a Pisa, quindi il tris al Parma che ha mandato nel tabellino Frendrup, Hefti e Coda su rigore. In serie B però alla fine della fiera servono i capocannonieri e Coda lo sa bene. Per ora sono scattati con 4 segnature Cheddira del Bari, Gondo dell’Ascoli, La Mantia della Spal, seguono con 3 Brunori del Palermo, Favilli della Ternana, Inglese del Parma e Antonucci del Bari.

Insomma all’appello mancano tanti centravanti che erano molto attesi. Finora nella classifica marcatori non c’è nessuno che svetta tra i nomi più accreditati. E le squadre che hanno al momento gli attaccanti più prolifici non sono tra le attuali prime tre in classifica: Reggina, Brescia e Cagliari con Lapadula che si è comunque sbloccato. C’è tempo, quello che serve al Genoa per ripartire dopo il ko di Palermo.

Blessin darà ancora fiducia a modulo e interpreti o col Modena sabato al Ferraris porterà delle novità? Aramu, Strootman e Puscas in effetti non sono ancora al massimo ed è probabile che partano dalla panchina. Ora è il momento di fare quadrato attorno al tecnico tedesco che ha compreso gli umori della piazza che chiede la serie A. Nessuno vuole la testa del mister, ma si pretende di più a cominciare dalla dirigenza, ma è lo stesso Blessin che si aspetta di più dai giocatori. Il Modena ha perso 4 partite su cinque.

Quella di Tesser è una neopromossa che però non va sottovalutata perché col Genoa non ha nulla da perdere e al Ferraris cerca riscatto e soprattutto l’impresa al cospetto della squadra favorita per la promozione. Insomma contro i gialloblù non si può sbagliare. Certo c’è anche sfortuna se si pensa alle occasioni perse col Parma e col Palermo tra salvataggi miracolosi e palloni usciti per centimetri. Ora serve lucidità sotto porta e più cattiveria agonistica, la B non perdona.

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