Fino a cinquemila medici pensionati in Italia che lavorano in proroga, alcune decine in LiguriaIl Governo si è 'dimenticato' di prorogare le norme che consentivano ai medici di lavorare fino a 72 anni e di affidare incarichi libero-professionali ai camici bianchi in pensione, una scelta che rischia di mettere in ginocchio interi reparti, dove questi professionisti erano diventati indispensabili per garantire i turni e l’assistenza ai pazienti. La denuncia arriva dalla Federazione CIMO-FESMED, la federazione sindacale dei medici che lavorano in Asl e ospedali pubblici e che rappresenta oltre 14.000 medici.
Fino a cinquemila medici pensionati in Italia che lavorano in proroga
"A livello nazionale, si stimano tra 4.000 e 5.000 medici pensionati tra i 68 e i 72 anni che lavorano in proroga nella sanità pubblica, una risorsa vitale per tappare buchi strutturali ma distribuita in modo disuguale sul territorio - spiega a Primocanale Giulio Cecchini segretario CIMO-FESMED Genova - in Liguria, il fenomeno è contenuto: poche decine di unità, concentrate in attività ambulatoriali non critiche. Tuttavia, anche una perdita minima diventa insostenibile ora, con picchi influenzali che sovraccaricano il sistema".
Il problema dell'assenza di una proroga contrattuale, è che rischia di sottrarre personale esperto proprio quando la domanda di cure è alle stelle, amplificando carenze croniche di organico e minacciando disservizi per migliaia di pazienti. Meno medici significa liste d'attesa più lunghe, ritardi nelle diagnosi e un maggiore stress per il personale attivo.
"Siamo ben consapevoli che il servizio sanitario nazionale non possa reggersi sulle spalle di colleghi ultrasettantenni, che hanno tutto il diritto di godersi la pensione – ha dichiarato Guido Quici, presidente della Federazione CIMO-FESMED – ma questa scelta è miope e dannosa: così si fa solo un regalo alla sanità privata, verso cui inevitabilmente si rivolgeranno i medici che vorranno continuare a lavorare. Nel frattempo, negli ospedali pubblici i turni resteranno scoperti, i servizi verranno ridotti e le liste d’attesa continueranno ad allungarsi".
La soluzione invocata
"L'auspicio - conclude Cecchini - è che, come per esempio la regione Friuli Venezia Giulia, anche la nostra regione adotti un provvedimento tampone per non interrompere le attività già programmate, sappiamo che le Regioni fanno attivamente pressione sul governo per reintrodurre la necessaria proroga a livello nazionale che confidiamo venga reintrodotta".
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