Alcuni container in porto a GenovaIncontriamo Beppe Costa, vicepresidente di Confindustria Genova, con delega a Porti e Logistica. Con lui facciamo il punto sulle priorità per il 2026.
Priorità il nuovo piano regolatore portuale
"Ovviamente la cosa più importante è il famoso piano regolatore portuale, è stato nominato il nuovo segretario generale del porto che è colui incaricato di portarlo avanti. Quindi speriamo a brevissimo di avere incontri per poterlo discutere con le parti interessate, che è anche la città ovviamente.
La interrompo un attimo per dirle che Primocanale, dopo la sua intervista di un mese e mezzo fa circa, ha chiesto ben due volte ad Autorità Portuale una replica, un approfondimento sul piano regolatore portuale e non c'è stato risposto nulla.
Anche noi abbiamo chiesto e ci è stato detto che a breve verremo contattati.
Migliorato il PCS, sistema di informatizzazione delle pratiche portuali
Però, volendo cercare di essere positivi, vi dico due cose positive. Una è che è stato varato, migliorato il PCS, che è il piano di informatizzazione della portualità e questo con nuovi fondi, una nuova gara e questo è molto importante per la logistica di tutte le merci che entrano ed escono dal Porto di Genova.
Perché significa meno attese, significa procedure informatiche per l'accesso delle merci e l'uscita. Risparmio di tempo.
Esattamente, e quindi tutto quello che si porta dietro in flessibilità e riuscire a eliminare le code.
Tra l'altro in questo tema siamo insieme come Confindustria con Assagenti, Spedizionieri, Spediporto in un consorzio, per poterlo sviluppare insieme, perché interessa tutta la portualità.
Le pratiche ordinarie devono trottare
L'altro augurio che ci facciamo, visto che siamo sempre prima dell'anno, è che le pratiche ordinarie ricomincino a trottare, a camminare e vengano sbrigate. Perché con tutti i vari passaggi che ci sono stati, le varie assenze, le varie cariche, tante pratiche, anche le più banali, sono ferme in attesa di soluzioni.
Questo è il regalo che noi vorremmo.
Riforma dei porti, si attende il "verdetto" di Assoporti
L'abbiamo già ascoltata per la riforma dei porti con il primo atto. La società Porti d'Italia S.p.A. le aveva evidenziato luce e ombre.
Esattamente, stiamo aspettando che Assoporti dica la sua, perché per noi è molto importante quello che dicono i presidenti dell'Autorità di sistema portuale, con i quali stiamo interloquendo, e dopo poter intervenire insieme sulla legge con le modifiche. Bisogna fare in modo che tante opere, che in una prima lettura sembra che siano solo di pertinenza della Porti S.p.A., (parlo ad esempio localmente di tante opere infrastrutturali anche urgenti) che invece ci sia un'autonomia locale, che per Genova-Savona-Vado è importantissima, e si possano fare senza dover attendere un ok dalla Porti S.p.A.
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