Il consigliere comunale di Vince Genova Pietro PiciocchiIl buco di bilancio di Amt è al centro del dibattito pubblico cittadino, soprattutto per le difficoltà quotidiane che sta assumendo le sembianze di un servizio sempre più deficitario. Primocanale ha commissionato un sondaggio all'istituto di ricerca Tecné per capire qual è l'opinione dei genovesi.
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I dati del sondaggio Tecné
Analizzando i dati, emerge una percezione netta da parte della maggioranza dei cittadini: il 58% degli intervistati ritiene che il buco di bilancio di Amt sia reale ed effettivamente disastroso, confermando quindi la gravità della situazione economico-finanziaria dell'azienda di trasporto pubblico; per il 31% i numeri sulle perdite sono esagerati, perché ritengono che vengano utilizzati come strumento politico per giustificare futuri aumenti di tasse o tariffe e per attaccare la passata giunta. Rimane infine una fascia di cittadini che non prende posizione: l'11% dichiara di non sapere o preferisce non rispondere, segno di una certa confusione o distanza rispetto a una materia complessa ma centrale per la vita quotidiana della città.
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L'analisi dell'ex vicesindaco Piciocchi
Il buco di Amt è stato uno dei primi terreni di scontro tra la nuova maggioranza di centrosinistra e la vecchia amministrazione di centrodestra, con l'accusa dei primi sulla gestione dell'azienda da parte dei secondi. Sul tema è intervenuto l'ex vicesindaco Pietro Piciocchi, contattato da Primocanale. "Nessuno ha mai negato che Amt avesse delle difficoltà, dal punto di vista del sondaggio la domanda forse poteva essere posta meglio, chiedendo più che altro come dev'essere gestito - commenta l'ex candidato sindaco di Genova Pietro Piciocchi -. Tutto il comparto del trasporto pubblico in Italia, dopo il Covid e l'inflazione, ha visto il servizio andare in estrema sofferenza". Secondo Piciocchi il vero problema è stata la gestione di questa partita, gestita con una modalità definita scomposta e catastrofica. "La sindaca ha peggiorato la situazione sotto il profilo della reputazione dell'azienda, inizialmente è stata data colpa alla gratuità ma non era quello il problema, anzi i contributi del Mase (Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica) hanno aiutato l'azienda con 20 milioni di euro più gli altri 14 di fine 2025 - ha aggiunto Piciocchi -. Io ritengo che sia stato strumentalizzato il problema della gratuità, questa crisi non dipende da una mala gestio o condotte dolose, ma è una crisi strutturale del comparto con risposte del governo".
"Crisi sempre esistita, ma con noi i bus c'erano"
La sintesi tagliente dell'avvocato genovese è netta e chiara: "Le difficoltà finanziarie l'azienda le ha sempre avute, solo che la differenza è che prima gli autobus andavano e oggi il servizio invece è veramente pessimo e ai minimi termini, questa è la differenza tra il centrodestra e il centrosinistra". Arriva poi l'attacco alla gestione della notizia dal parte di Silvia Salis. "Per me un sindaco che va a dire che l'azienda è sull'orlo del baratro, la prima conseguenza è che, chi dava fiducia ad Amt, fa un passo indietro" e il riferimento di Piciocchi è alle banche, che avrebbero interrotto i rapporti. "Noi abbiamo governato otto anni, come mai gli autobus giravano e gli stipendi venivano pagati, senza mai uno sciopero dei dipendenti?" la domanda di Pietro Piciocchi. In conclusione, l'ex vicesindaco, chiede alla giunta progressista di rendere pubblico a quanto ammonta il buco di Amt. "La falla c'è sempre stata, ma da quanto è il buco? Noi non siamo riusciti a sapere dopo otto mesi la consistenza di questo buco - ha chiosato Piciocchi -. Vorrei sapere quali sono le cifre, e vorrei che scindessero le argomentazioni tecniche da quelle politiche".
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