Politica

La deputata: "Non voterò mai una legge che preveda questo inasprimento ma sono altrettanto certa che si troverà il giusto punto di equilibrio"
1 minuto e 33 secondi di lettura

GENOVA - La proposta del senatore ligure Gianni Berrino, di introdurre il carcere per i giornalisti, scuote l'opinione pubblica e divide la maggioranza, oltre ad aver fatto infuriare le opposizioni. Fratelli d'Italia, con il relatore Berrino, ha tentato un blitz al Senato per introdurre il carcere fino a 4 anni e mezzo e sanzioni pecuniarie fino a 120 mila euro per i cronisti, presentando 15 emendamenti al testo sul disegno di legge sulla diffamazione.

Ma subito hanno preso le distanze Giulia Bongiorno della Lega e Pierantonio Zanettin di Forza Italia. Dura la presa di posizione di Noi Moderati, con la deputata genovese, giornalista professionista, Ilaria Cavo che dice "no" alla proposta di Berrino. "Era inevitabile che la proposta di prevedere pene detentive per i giornalisti, con il carcere fino a 4 anni nei casi più gravi di diffamazione, scatenasse un acceso dibattito - commenta la coordinatrice della Lista Toti Ilaria Cavo -. Non voterò mai una legge che preveda questo inasprimento ma sono altrettanto certa che si troverà il giusto punto di equilibrio".

La proposta di Ilaria Cavo è quella di intavolare una seria riflessione e di usare cautela, tenendo in considerazione le sentenze della Corte Costituzionale e della Corte di Cassazione che si sono espresse nel solco tracciato dalla Corte Europea per i Diritti dell'uomo. "Occorre recuperare quel principio di proporzionalità, richiamato dalla Corte Ue, per evitare un effetto dissuasivo rispetto all'attività giornalistica. Occorre cioè trovare un equilibrio tra la giusta e doverosa tutela che va garantita alle vittime di diffamazione e alla lotta contro le fake news e il rispetto di una importante categoria professionale, quale quella dei giornalisti, che trova già nel proprio Ordine e nelle proprie regole deontologiche la regolamentazione contro ogni eccesso. Il confronto in commissione al Senato non potrà che portare alla giusta sintesi per avviare un percorso parlamentare che giunga all'approvazione di un testo condiviso" ha spiegato Cavo.