POLITICA

Parlamentari pentastellati in difficoltà: "Ci sono luci e ombre"

Taglio parlamentari, criticità per le regioni medio piccole: Liguria penalizzata

di Giuseppe Sciortino

martedì 08 ottobre 2019

Taglio dei parlamentari a un passo dal traguardo, manca solo il sigillo della Camera all'ultimo dei quattro passaggi necessari per il varo definitivo della riforma costituzionale. La maggioranza assoluta necessaria è fissata a 316 sì. A 'blindare' il voto c'è anche l'accordo sulle riforme raggiunto nella coalizione di governo. Intesa sintetizzata in un documento in quattro punti che prevede i 'correttivi' legati al taglio dei parlamentari.


GENOVA - La riforma che taglia i parlamentari potrebbe essere oggetto di critiche da parte delle regioni medio piccole, Liguria in testa. Genova e le sue province si troverebbero comunque in buona compagnia con Trentino Alto Adige, Friuli, Marche, Umbria, Abruzzo, Basilicata, Calabria e Sardegna.

Il motivo della lamentela è semplice: numeri alla mano, al Senato non eleggeranno parlamentari di tutte le opposizioni visto il nostro sistema tripolare. La variazione percentuale del Taglio degli eletti è simile, ma non uguale, per tutte le regioni e naturalmente non ha toccato la piccolissima Val D'Aosta che avendo già oggi un solo parlamentare non potrebbe scendere a zero. L'altra regione piccola, il Molise, ne perderà invece uno su tre.

Di fatto, il Ddl costituzionale fissa il principio per cui ogni regione (tranne Molise e Valle d'Aosta) e ogni Provincia Autonoma (e qui sta la criticità) devono avere almeno 3 senatori. Per esempio il Trentino Alto Adige, con le Province Autonome di Bolzano e Trento, avrà 6 senatori nonostante una popolazione di appena 1 milione circa di abitanti. La Liguria ne avrà soltanto 5, eppure gli abitanti sono circa 1,5 milioni. L'Abruzzo con una popolazione anche superiore avrà un numero di senatori inferiore (4), idem per la Sardegna (5) e per le Marche (5).

In Trentino Alto Adige ci sarà un senatore ogni 171mila abitanti, in Abruzzo ogni 326mila. Quindi, non solo le Province Autonome hanno una potestà legislativa e di tassazione notevolmente di favore rispetto alle altre regioni italiane a statuto ordinario, ma avranno anche una rappresentanza notevolmente superiore alle altre regioni. Il Trentino Alto Adige avrà una rappresentanza del 50% superiore a quella dell'Abruzzo pur avendo una popolazione quasi un terzo minore.

Qualche dubbio affiora soprattutto tra i pentastellati, i duri-e-puri della riforma.  "Da giurista e abruzzese ho grosse difficoltà a votare il ddl costituzionale sul taglio dei parlamentari", afferma il deputato M5s Andrea Colletti a poche ore dal voto finale della legge sul taglio dei parlamentari. Gli fa eco Gianluca Vacca, pure lui deputato M5s, con un post su facebook in cui solleva alcune "criticità" sulla riforma costituzionale per il taglio dei parlamentari. "Ovviamente voterò convintamente", premette Vacca sollevando però alcuni quesiti: "E' veramente così utile, necessaria, importante questa riduzione? Come quasi tutti i provvedimenti, ha cose buone e altre forse meno buone, avrà alcune conseguenze certe e altre invece tutte da verificare".

I giallorossi serrano i ranghi in vista del primo vero, e determinante per le sorti del governo stesso, voto parlamentare. L'imperativo è nessuna assenza, no a defezioni e assenze strategiche che possano mettere a repentaglio la tenuta della maggioranza e, soprattutto, il via libera definitivo al taglio dei parlamentari. I risparmi per lo Stato ammonteranno a circa 100 milioni l'anno. Tanti, non tantissimi se consideriamo il bilancio complessivo annuale dello Stato. "Non credaimo comunque che il risparmio di 100 milioni possa essere l'unica argomentazione, né quella più forte, a sostegno di questo voto", ripetono in coro gli scettici pentastellati della riforma. 

NUMERI A CONFRONTO - Ecco un confronto del numero dei parlamentari attualmente eletti in ciascuna circoscrizione e quelli che verranno eletti con la riforma.

CAMERA (n.attuale n.futuro Var %) - Piemonte 1 23 15 -34,8% Piemonte 2 22 14 -36,4% Lombardia 1 40 25 -37,5% Lombardia 2 22 14 -36,4% Lombardia 3 23 14 -39,1% Lombardia 4 17 11 -35,3% Veneto 1 20 13 -35,0% Veneto 2 30 19 -36,7% FVG 13 8 -38,5% Liguria 16 10 -37,5% Emilia-Romagna 45 29 -35,6% Toscana 38 24 -36,8% Umbria 9 6 -33,3% Marche 16 10 -37,5% Lazio 1 38 24 -36,8% Lazio 2 20 12 -40,0% Abruzzo 14 9 -35,7% Molise 3 2 -33,3% Campania 1 32 20 -37,5% Campania 2 28 18 -35,7% Puglia 42 27 -35,7% Basilicata 6 4 -33,3% Calabria 20 13 -35,0% Sicilia 1 25 15 -40,0% Sicilia 2 27 17 -37,0% Sardegna 17 11 -35,3% Valle d'Aosta 1 1 0,0% Trentino-AA 11 7 -36,4% Estero 12 8 -33,3% Italia 630 400 -36,5%

SENATO (n.attuale n.futuro var%) - Piemonte 22 14 -36,4% Valle d'Aosta 1 1 0,0% Lombardia 49 31 -36,7% Trentino-AA 7 3+3 -14,3% Veneto 24 16 -33,3% FVG 7 4 -42,9% Liguria 8 5 -37,5% Emilia-Romagna 22 14 -36,4% Toscana 18 12 -33,3% Umbria 7 3 -57,1% Marche 8 5 -37,5% Lazio 28 18 -35,7% Abruzzo 7 4 -42,9% Molise 2 2 -0,0% Campania 29 18 -37,9% Puglia 20 13 -35,0% Basilicata 7 3 -57,1% Calabria 10 6 -40,0% Sicilia 25 16 -36,0% Sardegna 8 5 -37,5% Estero 6 4 -33,3% Italia 315 200 -36,5%.

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