CRONACA

Il nuovo stabilimento si sviluppa su una superficie di 22.000 metri quadrati

Taglio del nastro ad Ameglia, nella provincia spezzina, del nuovo capannone Sanlorenzo

sabato 01 febbraio 2020
Taglio del nastro ad Ameglia, nella provincia spezzina, del nuovo capannone Sanlorenzo

AMGELIA - Il nuovo stabilimento di Sanlorenzo ad Ameglia si sviluppa su una superficie di 22.000 metri quadrati ed è composto da tre unità: due fabbricati, dedicati all’allestimento degli yacht e un corpo uffici sviluppato su quattro piani. In totale il nuovo complesso industriale arriva così a coprire un’area di 135.000 metri quadrati. 

  Il progetto dei nuovi capannoni prevede 24 postazioni di produzione allineate a pettine per garantire la realizzazione di 45-50 unità all’anno tra i 76’ e i 100’, con un conseguente incremento del numero di dipendenti diretti ed indiretti da 450 a circa 900 addetti totali. All’inaugurazione erano presenti cariche civili e militari.   


 “E’ il primo stabilimento nuovo dal periodo della crisi in Europa. E’ un fiore all’occhiello. Nei momenti della crisi abbiamo mantenuto occupati, abbiamo resistito e ora siamo cresciuti. Abbiamo davanti una fase di consolidamento a seguito della quotazione in borsa, che non è un punto di arrivo ma di partenza” ha aggiunto il Cavaliere Massimo Perotti, executive Chairman di Sanlorenzo.

  “Un’inaugurazione importante perché questo è un compartimento importante per l’intera Liguria. Alla Spezia il distretto della nautica è diventato tra i più importanti d’Italia ed è fondamentale anche per i posti di lavoro in questo territorio” ha commentato Il Presidente di Regione Liguria Giovanni Toti.   


“Abbiamo realizzato opere di difesa del suolo necessarie per rendere l’area in cui si sviluppa questa nuova parte di cantiere non esondabile” ha aggiunto l’assessore regionale Giacomo Giampedrone

   I cantieri si collocano in un’area difesa dalla "Porta Vinciana", un’opera idraulica progettata dall'ingegnere Vallarino, che consente la chiusura dell’argine in caso di allagamento e al contempo il passaggio delle imbarcazioni fra il nuovo e il vecchio sito garantendo, in caso di allerta, la continuità dell'arginatura.  La realizzazione del nuovo cantiere si è svolta a seguito del completamento della sponda del Magra finanziato dalla stessa Sanlorenzo, con un contributo di 600mila, e Regione Liguria. 

   Centro nevralgico dell’universo Sanlorenzo, il sito di Ameglia è dal 1999 la sede del quartier generale dell’azienda, incastonata sulle rive del fiume Magra, all’interno del parco naturale di Montemarcello-Magra. È qui infatti che, in un perfetto incontro tra artigianalità e altissima tecnologia, prendono vita i modelli entry-level delle tre gamme di yacht SL, SD e SX dai 24 ai 30 metri in materiale composito, dalla progettazione all’allestimento vero e proprio.

  Il progetto curato dall’architetto Lissoni Casal Ribeiro per il sito di Ameglia prevedrà una seconda fase. Alla realizzazione dei nuovi stabilimenti e alla loro messa in funzione, seguirà infatti il rifacimento degli edifici storici della sede di Ameglia, che al momento ospitano la produzione, volto a dare un’uniformità estetica, portando all’essenziale l’aspetto industriale ed unificandone il linguaggio attraverso colori e nuove finiture, in perfetta continuità con la riqualificazione del cantiere di La Spezia appena ultimata.  Parallelamente, l’intervento vedrà la riprogettazione dei giardini e delle aree pedonali che collegano i diversi luoghi.

  Il sito è stato inoltre pensato per lavorare in auto consumo grazie all’installazione di 8.000 mq di pannelli solari. Il layout studiato per i nuovi stabilimenti insieme all’ottimizzazione dei flussi logistici e dell’ergonomia delle lavorazioni di bordo, garantiranno non solo un aumento della capacità produttiva ma anche un efficientamento di circa il 30%. Un risultato raggiungibile grazie anche alla realizzazione di una porta vinciana, un’opera unica nel suo genere che permette il passaggio delle imbarcazioni fra il sito originario ed il nuovo sito produttivo, garantendo, a porta chiusa, la continuità dell’argine in caso di allerta meteo.



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