CRONACA

Il colonnello dell'Esercito Francescon racconta l'operazione

Ponte Morandi, l'esplosione parte dagli stralli in acciaio

venerd́ 21 giugno 2019



GENOVA - "Le prime due esplosioni vere e proprie saranno quelle che rigurdano gli stralli in acciaio che ancorano il ponte alla roccia" inizierà così come spiegato dal colonnello Gianfranco Francescon dell'Esercito Italiano la demolizione con l'esplosivo delle pile 10 e 11 sul lato di levante del vcantiere di ponte Morandi. Il primo a intervenire tra una settimana esatta sarà dunque il IX Reparto 'Col Moschin'. La data al momento segnata nel calendario è quella di venerdì 28 giugno.

"Le prime due esplosioni saranno sfasate di microsecondi - continua a spiegare il colonnello dell'Esercito - e saranno quelle che di fatto taglieranno di netto i cavi di acciaio. Viene usato dell'esplosivo particolare che consente di limitarne al massimo la quantità, il chè prdoduce una onda d'urto minore e meno impatto in generale. insieme alle opere di mitigazione ha anche il fine di impedire il prodursi di danni collaterali sulla rampa autostradale che si trova immediatamente dietro. Al momento dell'esplosione si alzeranno colonne d'acqua di 90 metri che avaranno il compito di mitigare la diffusione delle polveri" specifica ancora Francescon. Un'operazione, divisa in quattro fasi che dovrebbe durare in tutto pochi secondi, cinque massimo. 

- Le fasi spiegate nel dettaglio:

Fase 1: per la campata 11 prevede il taglio degli stralli mediante uso di cariche esplosive direzionali, che saranno utilizzate dal IX Reparto “Col Moschin” dell’Esercito.

Fase 2: comune ad entrambe le pile, prevede l’elevazione di un muro d’acqua in quota. Attraverso una vasca che copre la lunghezza dell’intera campata, realizzata con i new jersey riciclati dal ponte, l’esplosione di cariche calibrate solleverà l’acqua ad un’altezza di circa 90 metri che, ridiscendendo sotto forma di pioggia intensa prima dell’attivazione della fase 3, contribuirà a mitigare la diffusione di polveri al suolo.

Fase 3: abbattimento delle strutture portanti di entrambe le campate, ossia dei due pilastri che reggono gli stralli, alti circa 82 metri. È previsto l’impiego di cariche esplosive di tipo tradizionale. In meno di mezzo secondo verranno abbattuti gli appoggi e gli impalcati cominceranno a collassare frazionandosi in maniera composta prima dell’impatto al suolo. Per attutire la caduta il terreno sottostante è stato ricoperto di materiale inerte.

Fase 4: prevede, già durante l’esecuzione della fase 3, l’innalzamento di muri d’acqua alti circa 40 metri ai lati di entrambe le campate. Tali muri, attivati anch’essi da cariche esplosive, costituiranno un filtro laterale per gran parte delle polveri generate dalla caduta dei manufatti. I sistemi di mitigazione delle polveri opereranno in supporto ai metodi tradizionali.

Nel frattempo si sono conclusi i controlli negli appartamenti dove si è resa necessaria la verifica dello stato di consistenza in vista della demolizione delle Pile 10 e 11. L'operazione, portata a termine da parte di tecnici dell'ATI di demolizione, è consistita nell'effettuare fotografie per "fissare" lo stato di conservazione attuale delle strutture.

Gli operatori, dopo aver preso accordi con l'amministratore di condominio, hanno affisso nei portoni degli stabili interessati cartelli informativi per segnalare la visita degli incaricati. L'operazione, voluta dalla Stuttura Commissariale, è stata eseguita a titolo gratuito.

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