CRONACA


Ponte Morandi, i commercianti di Campi: "Soluzioni rapide per non far morire le nostre aziende"

mercoledý 05 settembre 2018



GENOVA -  "Servono soluzioni concrete, bisogna affrontare il problema in modo rapido. Il problema è grosso" così Massimo Giacchetta Presidente Cna Liguria a Primocanale. Dal crollo di Ponte Morandi le aziende della zona soffrono le difficoltà dei collegamenti.

"Gli artigiani e i commercianti di tutta l'area attorno al ponte crollato soffrono la situazione che si è venutab a creare - prosegue Giacchetta. - Servono sgravi fiscali per tutti coloro che operano in questa zona così duramente colpita. In via Canepari, via Iori, via Fillak ci sono migliaia di imprese, chiediamo strumenti che consentano di sopravvivere. Bisigna ripensare tutta la mobilità".

E anche i singoli che lavorano nella zona sottolineano le perdite di commercio e affari dalle ore immediatamente successive al crollo di Ponte Morandi.  "A Campi è tutto aperto, ci sono delle difficoltà di viabilità - spiega Valentina Grasso Floris, responsabile dell'orto collettivo di Campi-. Qui ci sono 400 aziende 7mila opratori.

Per arrivare qui ovviamente non si può passare da via Fillak, ma dalle altre vie che si immettono da Cornigliano. Certamente serve un intervento sulla cartellonistica".

In molti quantificano le conseguenze sulle proprie attività con un 30-40% di lavoro in meno rispetto al normale. Una situazione grave che a lungo andare potrebbe poratre alla chiusura delle aziende e licenziamento dei lavoratori.   

L'appello è rivolto alle istituzioni locali ma non solo. Anche a livello nazionale i commercinti della zona chiedono si prendano misure idonee a non soffocare ulteriormente le attività. E per questo arriva la richiesta di sgravi e aiuti immediati per gli operatori della zona. "Il sindaco o il presidente della Regione certamente non possono intervenire sulle scadenze nazionali, ma il governo sì" spiega ai nostri microfoni un imprenditore di Campi.   

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