CRONACA

La suprema Corte Ŕ chiamata a sciogliere il nodo giuridico

Ponte Morandi e Autostrade, il 7-8 luglio la pronuncia decisiva della Corte Costituzionale

di g.scio.

martedý 30 giugno 2020
Ponte Morandi e Autostrade, il 7-8 luglio la pronuncia decisiva della Corte Costituzionale

GENOVA - La ricostruzione del ponte Morandi a Genova e l'esclusione della società Autostrade è la questione più rilevante all'attenzione della Corte Costituzionale nelle udienze pubbliche convocate per il 7 e 8 luglio dalla presidente Marta Cartabia e nella successiva camera di consiglio. La suprema Corte è chiamata a sciogliere un nodo giuridico che avrà ripercussioni anche sulla questione della revoca della concessione ad Autostrade per l’Italia.

Il sindaco di Genova, Marco Bucci, è tra quelli che attendono la sentenza con maggior trepidazione. Il primo cittadino infatti ha annunciato che il 29 luglio il nuovo viadotto sarà completato, ma per essere agibile serviranno i collaudi. Chi li dovrà eseguire? In quali tempi? Nelle ultime ore il sindaco Bucci ha ripetutamente chiesto al ministro De Micheli "a chi dobbiamo consegnare il nuovo ponte e chi si dovrà occupare del collaudo finale". La risposta arriverà, seppur indirettamente, l’8 di luglio.

La Consulta, con ordinanza n.111 del 2020, aveva dichiarato ammissibile l'intervento nel giudizio Costituzionale di un gruppo di 26 ex proprietari non residenti nelle case della zona 'rossa' del ponte Morandi, abbattute prima della ricostruzione del nuovo viadotto di Genova, autorizzandoli a prendere visione e trarre copia degli atti processuali nell'ambito del procedimento pendente davanti alla Consulta alla quale il Tar della Liguria aveva trasmesso gli atti dopo il ricorso di Autostrade per l'Italia sul dl Genova, che aveva estromesso Aspi dall'affidamento dei lavori di demolizione e ricostruzione.

Il giudizio di legittimità Costituzionale era stato promosso dal Tar della Liguria che, nell'ambito del ricorso di Autostrade contro il Dl Genova, aveva sollevato questioni di legittimità su alcune norme del decreto sottoponendo la questione alla Consulta. "L'interesse dei proprietari è giustificato dalla necessità di dimostrare la costituzionalità delle norme che stabiliscono gli importi delle indennità ai proprietari per l'acquisizione degli immobili poi abbattuti e che queste somme siano previste ai favore dei proprietari", aveva spiegato all'Adnkronos l'avvocato Carlo Bilanci legale del gruppo dei proprietari non residenti.

Al vaglio dei giudici della Corte costituzionale anche la limitazione del bonus bebé e dell'assegno di maternità per i cittadini extracomunitari soltanto a coloro che abbiano un permesso di lungo soggiorno; nonché il fatto che il permesso di soggiorno per i richiedenti asilo non costituisca titolo per l'iscrizione anagrafica. All'ordine del giorno figurano anche altre questioni, come la censura da parte del Consiglio di Stato, in tema di concorrenza, della mancata retroattività delle sanzioni amministrative più favorevoli in caso di intese restrittive; la richiesta di cancellazione del reato di rapina 'impropria'; l'obbligatorietà della custodia cautelare in carcere per i terroristi.

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