cronaca

Il vescovo di Ventimiglia-Sanremo spiega le ragioni della decisione del Vaticano di invocare il Concordato
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"La dottrina del gender (l'inesistenza di differenza tra i sessi biologici, da ciò discendendo la possibilità di variare il proprio sesso a piacimento, n.d.r.) non è in sintonia con la morale cattolica. E il Ddl Zan, così come è concepito, impedisce alla Chiesa cattolica di esercitare la propria missione educativa".



Lo ha detto ad Oltre Tutto, il programma di approfondimento ed inchiesta di Primocanale, monsignor Antonio Suetta, Vescovo di Ventimiglia-Sanremo. "Il disegno di legge - ha proseguito - non individua un reato preciso che si concretizza in un'azione ma individua un reato nel momento in cui questo si genera a partire da un'opinione. Ecco perché la Santa Sede ha richiamato il Concordato, che è un patto bilaterale tra lo Stato Italiano ed il Vaticano".



Monsignor Suetta ha inteso che far capire che il tema dentrale, per la Chiesa cattolica, è quello della trascendenza: "Il Papa dice che i cattolici non devono usare la dottrina come pietre da scagliare contro degli ipotetici avversari, perché anche le parole possono ferire e fare male. La Chiesa non vuole fare questo.Ma quando io dico ad una persona che la sua condotta, secondo la nostra dottrina, è una condotta peccaminosa, il senso del mio intervento non è istigare all'odio contro quella persona o emarginarla ma il senso del mio intervento è preservarla per la salvezza eterna che per la chiesa è un argomento fondamentale, anzi è il primo argomento. Poi è chiaro che chi non crede dice a me questo argomento non interessa e va benissimo, nessuno verrà ad imporre correttivi al comportamento altrui ma che la chiesa al suo interno, nei suoi luoghi istituzionali, come la chiesa stessa e il catechismo, può e deve dire questo, fa parte della sua missione.".