CRONACA

Sono passati sei anni dalle modifiche adottate dall'allora ministro del Governo Renzi

La riforma Delrio uccide i piccoli comuni: strade disastrate e rischio isolamento

di Elisabetta Biancalani

giovedě 16 gennaio 2020



GENOVA -  Sono passati quasi sei anni dal riforma Delrio che ha cancellato le Province, almeno sulla carta, condannando soprattutto i piccoli paesi dell’entroterra a un quasi isolamento a causa dell’impossibilità delle amministrazioni di far fronte ai lavori di mantenimento delle strade comunali ma anche per la minor cura delle strade provinciali da parte della Cittá metropolitana, spogliata dei suoi mezzi. Se poi a questo si aggiungono le situazioni spesso critiche anche sulle strade gestite da Anas, ecco che il quadro diventa più che preoccupante.

Il nostro primo interlocutore nella zona del Tigullio è Massimo Casaretto, sindaco di Carasco, primo entroterra. Schietto come sempre così disegna la situazione: “Prima della riforma Delrio, cioè prima del 2014, le Provincie contribuivano alla pulizia delle strade comunali, allo sfalcio del verde e talvolta anche alle asfaltature, stanziando fondi che i piccoli Comuni non erano in grado di garantire con le poche risorse a disposizione.

Ma dalla riforma, questi fondi sono venuti a mancare quindi le conseguenze sono state: uno, che i Comuni più piccoli non sono più stati in grado di far fronte a questi interventi; due, che alcuni sono riusciti a stanziare qualche soldo per questi interventi ma paradossalmente si spende di più perché bisogna affidarsi a ditte eterne, e spesso nei piccoli paesi ce ne sono poche... se poi prendono anche l’appalto con Autostrade per noi è finita, ed è già successo, perché tardano rispetto alle nostre richieste.

La conseguenza è che le strade comunali sono piene di vegetazione, quindi meno sicure, le cunette pure e quindi se piove non defluisce l’acqua e si allagano. Inoltre le ex Provincie hanno venduto molti dei propri mezzi quindi a volte intervengono meno anche sulle strade di competenza loro. Insomma, se continua così si rischia lo spopolamento dei piccoli paesi perché la gente non vuole andare dove le strade sono disastrate.

A Carasco si parla ad esempio della zona dei Conturli, piena di erbacce, quindi scivolosi ai margini e con piccole frane, alberi che scendono fin quasi a lambire le auto che passano. E poi della strada per la frazione Paggi e via Silvio Rolando. “Noi chiediamo che in virtù del nuovo bilancio approvato dalla Città Metropolitana di Genova poche ore fa - chiude Casaretto - venga stabilita una convenzione con i Comuni per far sì che ci siano risorse per aiutarci nei lavori sulle strade comunali, diversamente sarà sempre peggio”.

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