CRONACA

A Dolceacqua trovati fucile, carabina, due revolver e diverse munizioni

Indagini sulle armi ai neonazisti, un arresto e presunti legami all'estero

sabato 30 novembre 2019
Indagini sulle armi ai neonazisti, un arresto e presunti legami all'estero

DOLCEACQUA - La ricerca di armi e la progettazione di attentati oltre agli slogan, le chat e i convegni per un nuovo fronte nazista. Dietro il tentativo di creazione del partito nazionalsocialista italiano, emerso dall'inchiesta 'Ombre Nere' e che vede indagate 19 persone, non si esclude che possa esserci una rete più grande.

Un sospetto che aumenta nelle ultime ore dopo l'arresto e il ritrovamento di armi nella casa di un 57enne di Monza, Maurizio Aschieri, che aveva avuto dei contatti con l'ex esponente della 'ndrangheta Pasquale Nucera. Nella sua abitazione a Dolceacqua, in provincia di Imperia, sono stati trovati un fucile, una carabina, due revolver e diverse munizioni. Anche se Aschieri al momento non risulta far parte della galassia neonazista e sarebbe estraneo al tentativo di fondazione del movimento antisemita, gli investigatori dell'Antiterrorismo stanno cercando di valutare tutti i possibili tasselli di un network ancora poco chiaro, con l'obiettivo principale di rintracciare i canali per l'approvvigionamento di eventuali armi da parte del gruppo neonazi.

Era proprio uno di loro, in un'intercettazione, a spiegare: "possiamo avere a disposizione armi e esplosivi, sforneremo soldati pronti a tutto". In particolare proprio Nucera, ex legionario ed esponente di spicco della 'ndrangheta, con un passato da collaboratore di giustizia e già referente di Forza Nuova per il ponente ligure, secondo le indagini sarebbe stato addetto all'addestramento delle nuove leve. L'inchiesta, partita da Enna fino a coinvolgere diversi estremisti di destra del Nord, potrebbe dunque essere tutt'altro che conclusa.

Gli inquirenti stanno anche tentando di capire a che punto fossero arrivati i progetti degli attentati di cui gli indagati parlavano nelle intercettazioni. In una di queste, uno degli indagati proponeva di ingaggiare uno straniero di nazionalità marocchina per il lancio di una molotov contro una sede dell'Anpi in Liguria, affinché risultasse come unico colpevole. Su quest'ultimo elemento, la stessa presidente nazionale dell'Anpi, Carla Nespolo, ha espresso "preoccupazione" parlando di "un clima generale di violento attivismo nero".

Non solo nostalgici del Terzo Reich. In altre intercettazioni si era fatto cenno anche al gesto del giovane neonazista Stephan Balliet che, vestito con mimetica elmetto e mascherina, solo poco più di un mese fa aveva attaccato una sinagoga in Germania uccidendo due persone. La maggior parte delle conversazioni si svolgevano su chat russe e su un gruppo whatsapp, a cui partecipavano anche alcune donne, ritenute elementi di spicco nella neonata organizzazione, come una madre padovana, che si definiva 'sergente del fuhrer, e una trentenne che era stata eletta 'Miss Hitler'.

Una serie di legami erano stati stretti anche all'estero. Il gruppo cercava anche di accreditarsi in diversi circuiti internazionali avviando contatti con organizzazioni di rilievo come "Aryan Withe Machine - C18" (espressione del circuito neonazista Blood & Honour inglese) ed il partito d'estrema destra lusitano "Nova Ordem Social".

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