SALUTE E MEDICINA

Il tasso di sopravvivenza è del 73% contro il 42% della chemioterapia

In Inghilterra via libera al farmaco innovativo contro il melanoma

venerdì 22 gennaio 2016
In Inghilterra via libera al farmaco innovativo contro il melanoma

LONDRA - Un farmaco innovativo contro il melanoma, ben due volte più efficace della chemioterapia, ha avuto il via libera dal National Health Service, il sistema sanitario pubblico della Gran Bretagna. Il farmaco, a base di nivolumab (nome commerciale Opdivo), "è un vero e proprio salvavita, cui non può rinunciare un paziente affetto da melanoma. Offre speranze di vita sinora impensabili ed è disponibile anche in Italia, ma in classe Cnn, cioè ancora non negoziata, pertanto potrebbe non esser disponibile per tutti i pazienti e creare disuguaglianze tra malati", spiega all'Ansa Francesco Cognetti past president dell'Associazione oncologia medica (Aiom) e direttore della Divisione Oncologia medica dell'Istituto Tumori Regina Elena.

Il nivolumab fa parte della classe degli immunoterapici, ovvero stimola il sistema immunitario del corpo a combattere le cellule tumorali. "Ha un impatto clinico enorme - sottolinea Cognetti - con risultati non confrontabili con la chemio ma neanche con gli immunoterapici di prima generazione oggi dispensati. Assicura sopravvivenza a lungo termine per pazienti con melanoma metastatico, tumore molto aggressivo".

Il tasso di sopravvivenza registrato a un anno dall'inizio della terapia è del 73% per coloro a cui è somministrato nivolumab rispetto al 42% della chemioterapia. Il via libera Oltremanica è arrivato dopo che l'authority inglese per i farmaci ha stabilito che quello di 5700 sterline al mese per la cura era un buon rapporto qualità-prezzo. A beneficiarne saranno 1.400 pazienti l'anno. "Di vitale importanza ottenere trattamenti innovativi contro il cancro il più rapidamente possibile", ha commentato Paul Workman, direttore dell'Istituto di Ricerca sul Cancro di Londra. "Ci auguriamo - conclude Cognetti - che la negoziazione del prezzo avvenga anche Italia quanto prima per evitare discriminazioni tra malati."

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