CRONACA

Dopo ritardi, disservizi e ammanchi dura presa di posizione del primo cittadino

Il sindaco di Vobbia tuona contro Poste: "Serve più rispetto, non effetti speciali"

di gv

martedì 05 marzo 2019



VOBBIA - Nelle ore in cui il ministro all'agricoltura e al turismo, Gian Marco Centinaio, giunge in Liguria e a Terrazza Colombo torna a porre l'accento sui temi legati allo spopolamento dell'appennino, risulta di grande evidenza e attualità la netta presa di posizione del sindaco di Vobbia contro Poste Italiane.

Il piccolo centro di Vallescrivia, noto per il castello della pietra, da qualche settimana è al centro di un caso di cronaca incredibile in cui si registrano ammanchi su conti postali, libretti di risparmi fittizi e contorni di una vicenda ancora tutta da definire, ma dalle pesanti ombre con mancanze che, in molti, ipotizzano già vicine ai due milioni di euro. A darne conto è stato proprio il sito primocanale.it che ha scoperchiato una situazione, probabilmente, proseguita in quel modo da molti anni. A finire nel mirino, una dipendente infedele di Poste non più ritracciata da giorni e probabilmente fuggita all'estero. (leggi gli articoli sotto). 

Adesso, a perdere la pazienza con una dura lettera è il primo cittadino Simone Franceschi. L'amministratore comunale ha preso carta a penna per scrivere direttamente all'amministratore delegato di Poste Italiane inviando la stessa missiva alle massime autorità statali e regionali. Quello che ne emerge è un grido di abbandono non solo legato alla singola vicenda dell'ufficio postale vobbiese bensì all'intera gestione della società per le piccole comunità. Tutto a poche settimane da un evento in pompa magna in cui, a Roma, Poste aveva annunciato l'inversione di tendenza. (leggi il commento sottostante).

Quell'iniziativa viene proprio richiamata dall'incipit della lettera di Franceschi:

“Con questo evento si riafferma l’importanza strategica della presenta capillare di Poste Italiane sul territorio, con l’obiettivo di renderla ancora più efficace grazie alla collaborazione con le istituzioni e gli amministratori locali. Noi siamo qua oggi per iniziare una coraggiosa inversione di tendenza. Il rapporto di Poste con i Piccoli Comuni è sempre stato un rapporto dialettico, con questa iniziativa abbiamo deciso di stabilire un ponte, di aprire un dialogo”.

"Così Lei, Dottor Del Fante, ha voluto intervenire dal palco del Centro Congressi ‘La Nuvola’ a Roma, nel corso dell’evento ‘Sindaci d’Italia’ organizzato da Poste Italiane il 28 novembre in collaborazione con Anci e Uncem, alla presenza del presidente del Consiglio Giuseppe Conte, del ministro dell’Interno Matteo Salvini, e del ministro per la pubblica amministrazione Giulia Buongiorno e, al quale hanno partecipato oltre tremila sindaci e più di 100 fra parlamentari e autorità. Tutto ciò, per  promuovere un dialogo diretto e permanente, per confrontarsi sulle esigenze specifiche del territorio e attivare una serie di servizi dedicati alle realtà locali. Nel corso di quell’incontro, all’insegna della più classica kermesse americana, e alla quale ho potuto partecipato direttamente, ci sono state rappresentate piccole storie di vita quotidiana, dai portalettere che raggiungono in barca Portofino isolata, al postino del Faro' di Favignana, ai 100 abitanti di Spriana il più piccolo tra i 7700 comuni italiani dove c'è un ufficio postale ed il postino, ma dove anche il parroco è andato via. Racconti anche piacevoli, che sanno rappresentare la positività delle più belle esperienze che si sono sapute raccogliere per l’occasione dell’evento. Ma purtroppo, oggi, quello che voglio raccontarLe, è una storia di vita quotidiana un po’ meno positiva, poco sentimentale, per non dire molto triste".

Lo stesso primo cittadino, infatti, prosegue rivolgendosi direttamente ai vertici aziendali raccontando quotidianità e i contorni del recente evento di cronaca. (vedi intervista video sotto)


"Da quasi un mese, infatti la Comunità che ho l’onore di rappresentare, il Comune di Vobbia, nell’entroterra di Genova, un piccolo comune con poco più di 400 anime, nel quale la posta arriva a giorni alterni, così come avviene l’apertura dello sportello, è in ansia, per non dire sconvolta, da una possibile truffa che sembrerebbe legata ad ammanchi economici e operazioni postali mai effettuate, presso l’ufficio postale del capoluogo. Da quasi un mese, nonostante il mio tentativo di confronto con le direzioni locali, peraltro rimbalzate anche sulle agenzie di stampa, non è stato possibile ottenere dall’Azienda alcuna rassicurazione ufficiale. O meglio, mi è stato concesso un confronto telefonico con il quale ho richiesto la possibilità di un comunicato ufficiale dell’Azienda, per tranquillizzare la popolazione e i correntisti, e dopo 10 giorni, ancora nulla mi è dato di sapere, se non che l’Azienda è un'Azienda complessa, con articolazioni diversificate, e c’è la necessità di aspettare. Beh, dottor Del Fante, mi permetta, abbiamo tollerato molto, abbiamo accettato per anni la riduzione dei servizi, con la riduzione degli orari di apertura dello sportello, abbiamo accettato di ricevere la posta con giorni alterni (quando arriva..), abbiamo pure accettato che i nostri anziani, ancora abbonati ai giornali li ricevano tre giorni dopo la stampa del quotidiano….ma non possiamo certo accettare, che si crei una situazione nella quale non siamo in grado di dare risposte ai cittadini, che oggi hanno paura, di aver perso i loro risparmi. Credo che un po’ di rispetto sia necessario, non solo per chi vuole risposte per capire cosa sarà dei propri risparmi, ma anche per chi come Amministratore tenta di avere informazioni, per tranquillizzare la propria Comunità".

Infine, la richiesta specifica rivolta a un'assunzione di responsabilità da parte di Poste. Mi scusi lo sfogo, ho provato in questi giorni, a mantenere la massima calma per tranquillizzare le persone, ma ora credo sia venuto il momento di usare un metodo più eclatante, per provare ad avere non solo rispetto, ma anche qualche risposta, perché quello che si chiede, è solo che l’Azienda possa metterci la faccia, non solo alle kermesse, ma anche quando le cose non funzionano, non per assumersi le eventuali colpe di qualche dipendente infedele, ma per rappresentare davvero “una coraggiosa inversione di tendenza”.

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