PORTI E LOGISTICA

Adesso si attende il regolamento sulle concessioni

Il Consiglio dei Ministri vara la riforma dei porti: 15 autoritÓ, fuse Genova e Savona

giovedý 21 gennaio 2016

I porti italiani vengono riorganizzati in 15 AutoritÓ di sistema portuale, centri decisionali strategici con sedi nelle realtÓ maggiori, ovvero nei porti definiti core dalla ComunitÓ Europea.


GENOVA - La si attendeva dal 1994 e, con qualche mese di ritardo rispetto agli annunci, adesso è arrivata. La riforma della portualità, promessa dal Ministro Graziano Delrio, è stata licenziata nel corso della notte dal Consiglio dei Ministri. Confermate le novità della vigilia, a partire dagli accorpamenti delle Autorità portuali, che per la Liguria significano soprattutto fusione tra Genova e Savona e tra Spezie e Marina di Carrara. Il tassello finale sarà il regolamento per le concessioni, che si trova alla firma del ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan e che non deve passare attraverso il Consiglio dei ministri. Secondo alcune indiscrezioni, le concessioni non potranno superare i 20 anni - salvo deroghe particolari che però dovranno essere decise dal Ministero - e si baseranno su garanzie concrete e precise in termini di investimenti e di livelli occupazionali.

Il decreto fissa la diminuzione delle Autorità portuali, che diventano 15 su tutto il territorio nazionale. Gli accorpamenti previsti, in particolare fra Genova e Savona, sono stati al centro di roventi polemiche nei mesi scorsi. Quanto alle concessioni non si può dimenticare che in vista del nuovo regolamento ci sono state delle Autorità, anche in Liguria, che hanno anticipato proroghe e rinnovi, arrivando persino a 60 anni, in modo da eludere le nuove norme.

Sul tema si è battuto per mesi il senatore di Liguria Civica, Maurizio Rossi, che nelle scorse settimane ha ad esempio scritto una lettera alla presidente del Friuli Venezia Giulia, Debora Serracchiani, dopo che a Trieste è stata concessa una proroga di 60 anni a Trieste Marine Terminal. Prima ancora, il parlamentare ligure aveva chiesto un parere pro veritate degli avvocati Isabella Loiodice e Federico Mazzella sul tema delle concessioni portuali, nel quale veniva ribadito l'obbligo di gara sia per l'affidamento originario della concessione che per il suo rinnovo, oltre che il ruolo preminente svolto dall'evidenza pubblica nei principi dell'Unione Europea.

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