IL COMMENTO

L'invettiva

Genova e Liguria: la vergogna dell'isolamento

di Franco Manzitti

marted́ 06 ottobre 2015

La vergogna dell'isolamento di Genova e della Liguria al centro dell'invettiva di Franco Manzitti a Macaia


Ci hanno abbandonato da più di quaranta anni in riva al Mar Ligure, senza più costruire una strada, un'autostrada, una bretella, una gronda, un ponte, un passante, un tapis roulant, un corridoio che ci collegasse meglio con il resto del mondo, ma a  noi bastava dell'Italia. La Savona -Ventimiglia è stata inaugurata nel 1972, l'autostrada dei Trafori, che chiamavano dei funghi, perché sostenevano che servisse solo a quello, mentre se oggi non ci fosse, non avremmo turismo a Ponente, l'hanno inaugurata nel 1975. Dopo nisba, nulla, il vuoto.

Lavorano al nodo ferroviario di Genova da sette anni, ma non abbiamo avuto un beneficio di nulla e le stazioni Fs principali di Genova sono un cantiere eterno, chi ci scende pensa che non vorrà tornarci più. I tempi di percorrenza ferroviari con  Milano -Torino e Roma sono peggiori che all'inizio degli anni Sessanta, quando si viaggiava su treni puliti con vagoni restaurant e carrozze letto, non nei carri bestiame di oggi.

A Ponente c'è qual binario unico da Far West e sceriffo a bordo che se arrivi da Parigi ci metti tre ore fino a Nizza e poi un'ora e cinquanta da Ventimiglia a Genova, ma non di notte, che tutto si ferma.

Il Terzo Valico lo scavano da tre anni e lo aspettiamo da 110 anni e nel 1988 era già pronto un supertreno Genova Milano, 35 minuti, con percorso studiato e finanziamenti varati. Poi lo hanno inaugurato sette volte per finta e lo hanno seppellito nell'Appennino.

Sono colpevoli tutti, tre generazioni di politici, amministratori, sindaci, presidenti di regioni, provincie e circoscrizioni, che hanno cambiato pure il nome alle cosiddette infrastrutture, pur di non farle.

Si chiamava confidenzialmente “bretella” e era già finanziata e si chiama più idraulicamente Gronda e non se ne fa niente. Salvo i debat public sul suo percorso inesistente, come il Cavaliere di Italo Calvino..

Dai tempi epici di Pertusio, Adamoli, Taviani, Russo, Macchiavelli non hanno più pensato a nulla. L'isolamento genovese e ligure è leggendario, come quell'aeroporto deserto che ti vergogni quando atterri e conti tre aerei sulla pista o quando misuri i chilometri della metropolitana.  Sette chilometri, costruiti da sette sindaci in trent'anni: Campart, Merlo, Burlando, Sansa, Pericu, Vincenzi, Doria, Un chilometro a sindaco.

Separati in casa e separati in Italia.

Ma che colpa abbiamo noi liguri? In fondo a Milano , Roma e Torino della nostra distanza che gli frega? Solo che qui vengono a fare i week end e stanno in coda per quattro o cinque ore, andata e ritorno. E, sopportando, ci mandano a quel Paese.

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