IL COMMENTO

Presentata da Spediporto la posposta di una Green Logistic Area

Ecco come gli spedizionieri vogliono trasformare la Valpolcevera

di Matteo Cantile

lunedė 28 ottobre 2019



Il porto di Genova sta cambiando pelle: dopo il crollo del ponte Morandi, la ‘ground zero’ della città, le infrastrutture portuali stanno cercando di mettersi al passo con le necessità dell’ambiente che le circonda.

Di questo si è parlato stamattina in una importante tavola rotonda organizzata da Spediporto a Terrazza Colombo (QUI TUTTE LE DICHIARAZIONI), alla presenza del presidente Alessandro Pitto, del direttore generale Giampaolo Botta, del presidente della Regione Giovanni Toti, del sindaco di Genova Marco Bucci, del presidente del porto Paolo Emilio Signorini, del presidente di Confindustria Genova Giovanni Mondini, del presidente dell'Aeroporto di Genova Paolo Odone e del segretario generale della Camera di Commercio Maurizio Caviglia: il focus si è concentrato sul ruolo della Valpolcevera che, secondo gli spedizionieri genovesi, potrà diventare il cuore pulsante della nuova logistica sostenibile dello scalo genovese.

L’idea è quella di riqualificare l’area più colpita dalla tragedia dell’agosto scorso conferendole un nuovo ruolo retroportuale, puntando su soluzioni amiche dell’ambiente: un concept già sperimentato in altre grandi città portuali, come Amburgo, Barcellona, Rotterdam, Shenzen e Singapore.

Per la sua collocazione urbana e per gli ottimi collegamenti con il porto, la Valpolcevera è l’ideale piastra logistica della città di Genova: un’area che, dopo lo scempio cui è stata sottoposta per decenni, può adesso svilupparsi rispettando il suo habitat e il benessere di chi ci vive.

Per ottenere questo importante risultato è necessario che l’area sia capace di attrarre investimenti privati sotto il coordinamento delle istituzioni pubbliche: per riuscirci Spediporto ha rilanciato la proposta (già in fase di attuazione) di costituire in Valpolcevera una Zona Logistica Speciale (ZLS), capace di abbattere la burocrazia e rendere più profittevoli gli investimenti.

A guardarla con attenzione la proposta degli spedizionieri genovesi sembra ‘l’uovo di Colombo’: in Valpolcevera ci sono fasci di binari che possono essere recuperati e riconvertiti per il trasporto automatizzato delle merci, a due passi ci sono poli tecnologici di eccellenza mondiale (Erzelli e l'Istituto Italiano di Tecnologia) che possono conferire know how e formazione continua. La Valpolcevera potrebbe diventare la palestra delle professioni del futuro e rappresentare il volano dello sviluppo economico dell’intera città.

La riqualificazione avrebbe poi la capacità di rivalutare il mercato immobiliare dell’area, provato da troppa incuria e da uno sviluppo industriale schizofrenico che, realizzato a macchia di leopardo, ha reso impossibile una pianificazione armonica.

Oggi, di fronte a un foglio bianco tutto da scrivere, la Valpolcevera ha una prospettiva nuova che, se agganciata rapidamente e con buona pianificazione, può cambiare per sempre il suo destino.

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