POLITICA

Conferenza stampa del sindaco, rabbia dei genovesi sui social network

Doria: "La Regione deve chiedere lo stato di calamità per Genova"

venerd́ 10 ottobre 2014

Il sindaco di Genova risponde alle domande sui ritardi negli interventi nel corso dell'esondazione di Bisagno e Fereggiano, poi attacca: "Lavori bloccati da ritardi e inefficienza"


GENOVA -  "La Regione deve chiedere lo stato di calamità per Genova per avere risorse immediate per riparare i danni". Lo ha detto il sindaco del capoluogo ligure Marco Doria in una conferenza stampa sull'alluvione che ha colpito la città. "I ricorsi al Tar e gli esami dei progetti della Corte dei Conti hanno provocato ritardi nella esecuzione delle opere che avrebbero aumentato la portata dei torrenti e mitigato il rischio di esondazione". Ha aggiunto il sindaco commentando l'alluvione che ha provocato la morte di un uomo e molti danni in diverse zone della città. Doria ha evidenziato in particolare tre opere "ritardate" da ricorsi al Tar e da esami della Corte dei Conti: una per lo scolmatore del torrente Fereggiano, una per lo scolmatore del Bisagno e una per il rifacimento dell'ultimo tratto del Bisagno.

L'assessore alla protezione civile Valeria Garotta ha aggiunto: "Se fossero stati ultimati i lavori sull'ultimo tratto del Bisagno, bloccati dai ricorsi per mesi, il fenomeno di giovedì sarebbe stato enormemente contenuto. E con lo scolmatore la portata sarebbe stata portata a oltre mille metri cubi al secondo evitando l'esondazione". Sulla polemica relativa alle responsabolità sulla mancata Allerta il sindaco ha sottolineato che "le previsioni sono rischiose. E' un tema delicatissimo, ci sono esperti molto qualificati, discutano tra loro e con la Protezione civile. Sappiamo che parliamo di modelli previsionali che sono basati su aspetti probabilistici. In passato sono state date Allerte e poi non ha piovuto e sono arrivate polemiche, ci chiedevano che cosa facevamo".

Proprio su qiesto argomento si alza la rabbia, l'amarezza e la voglia di rialzarsi dei genovesi. Tra fotografie e filmati quasi in tempo reale i social network, Facebook e Twitter su tutti, stanno catalizzando la rabbia dei cittadini per quanto sta accadendo in città. Molto seguita la conferenza stampa del sindaco Doria, con commenti quasi in tempo reale tutt'altro che benevoli e spesso irripetibili. Spopola inoltre in rete l'hashtag "#ora basta" pagina dal messaggio chiaro: "E' l'ora di unire le forze, cittadini genovesi, senza colori, senza partiti, grigi come le nostre anime pugnalate per l'ennesima volta", raccogliendo in poche ore già oltre 4mila adesioni. E' ritornata infine d'attualità la pagina "Angeli con il fango sulle magliette", che era stata creata per l'alluvione del 2011. Moltissimi i messaggi di cittadini disponibili a tornare nelle strade per aiutare e spalare via il fango.


Il sindaco Doria ha poi confermato che indirà una giornata di lutto cittadino per i funerali di Antonio Campanella, l'infermiere morto nell'alluvione di stanotte. Il lutto cittadino "onora una persona e sottolinea come una volta di piu' la città sia stata profondamente ferita". Il primo cittadino si è poi recato nel luogo della tragedia.


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