CRONACA

E l'assessore Crivello: "In alcuni punti Ŕ ancora emergenza"

Disastro ambientale, il ministro Galletti sul rio Fegino. La Procura: "Nell'oleodotto altri punti critici"

martedý 26 aprile 2016

Il ministro dell'Ambiente Gian Luca Galletti sta effettuando un sopralluogo sul rio Fegino, uno dei corsi d'acqua di Genova che sono stati interessati dallo sversamento di greggio causato dalla rottura di una tubatura dell'oleodetto Iplom di Busalla domenica 17 aprile.


GENOVA - Il ministro dell'Ambiente Gian Luca Galletti ha effettuato un sopralluogo sul rio Fegino, uno dei corsi d'acqua di Genova che sono stati interessati dallo sversamento di greggio causato dalla rottura di una tubatura dell'oleodetto Iplom di Busalla domenica 17 aprile.

Nel frattempo continuano le perizie sull'oleodotto Iplom, con una novità preoccupante. Il procuratore Capo Francesco Cozzi ha riferito che nella cosiddetta pipeline "potrebbero esserci altri punti critici". Il timore si sarebbe concretizzato dopo gli accertamenti conseguenti al sequestro della condotta, su cui stanno operando i periti incaricati dalla Procura di Genova. Dal tubo sul rio Pianego, a Fegino, si sono riversati circa 55 mila litri di petrolio, secondo le stime effettuate dall'azienda.

INCHIESTA E PRIME RISULTANZE - "Appare improbabile che il tubo si sia rotto per uno smottamento, tra l'altro non pioveva da diversi giorni". Lo ha detto il procuratore reggente di Genova Francesco Cozzi riferendosi al collasso della tubatura dell'oleodotto Iplom di Busalla che ha causato lo sversamento di greggio nei torrenti genovesi e poi in mare. 

"In prospettiva - ha detto Cozzi - c'è la restituzione di un bene messo in sicurezza il prima possibile sia nell'interesse della popolazione che dell'azienda". Secondo quanto appreso, la conduttura è stata realizzata nei primi anni Sessanta e quindi "sarà necessario ispezionare i punti critici e ripararli". Cozzi ha effettuato domenica un altro sopralluogo: "È stato fatto un grosso lavoro, le acque sono pressoché pulite, non c'erano chiazze di petrolio e comunque il danno ambientale sarà valutato successivamente".

Con il ministro, tra gli altri, il prefetto di Genova Fiamma Spena e l'ammiraglio comandante della Capitaneria di porto Giovanni Pettorino. Successivamente il ministro ha incontrato giornalisti in Capitaneria e poi con un mezzo aereo della Guardia costiera ha compiuto un volo sul mare fino a Nizza per rendersi conto personalmente della bonifica compiuta sulle chiazze di greggio che da Genova si erano spostate fino verso Imperia e la Francia. 

Queste le sue parole: "È appena terminata la fase di emergenza: nei prossimi giorni bisognerà valutare l'ingenza del danno e su di esso impiantare un progetto di bonifica che possa ripristinare i luoghi. Oggi è ancora troppo presto per poter dare delle scadenze. Non voglio fare trionfalismi ma i lavori di emergenza, grazie a un buon lavoro di squadra, hanno dato un risultato positivo ma non ci dobbiamo fermare. Oggi, - continua - comincia il lavoro più difficile, quello della bonifica."

"Chi inquina paga, è nella legge italiana. Aspettiamo i risultati delle indagini, poi trarremo le conseguenze. Ma mi aspetto che per la Pubblica amministrazione non ci siano costi. Tuttavia credo che nel nostro Paese ci sia un problema di controlli che funzionano senza omogeneità. Stiamo approvando una legge in Parlamento in via definitiva che dà la possibilità all'Ispra, l'agenzia nazionale di protezione ambientale, di dettare delle regole sui controlli. L'impressione - conclude - è quella di un buon lavoro emergenziale: ho visto degli interventi che hanno dato un risultato positivo ma il lavoro non finisce qui."

SPIAGGE IN LIGURIA, NESSUN RISCHIO - E' con un sospiro di sollievo che il presidente della regione Liguria Giovanni Toti annuncia che "la collaborazione tra istituzioni per gestire l'emergenza ha consentito di limitare gli effetti dello sversamento di greggio". Resta comunque necessario "fare il punto sullo stato della rete degli oleodotti italiani, sulla loro obsolescenza".

RIO FEGINO, ANCORA EMERGENZA - Speriamo che venga dissequestrato presto l’oleodotto” così l’assessore alla protezione civile del comune di Genova Gianni Crivello, che parla dell'evoluzione dei lavori sul Fegino. "Lo dico per correttezza, stiamo lavorando sulla situazione di emergenza. Il Prefetto ha chiesto espressamente di poter ragionare su un cronoprogramma preciso per poter definire i tempi della bonifica. Queste azioni non sono di bonifica ma di tutela di rimozione di una situazione di emergenza. Per fortuna l'evento meteo avvenuto nella zona di Pontedecimo non si è presentato qua. L'alveo non ha prodotto ulteriore presenza di materiale inquinante".

BONIFICA, A QUANDO IL VIA? - “Bisogna tenere alta la guardia sui lavori di bonifica” ha detto Santo Grammatico, Presidente Legambiente Liguria.”Se il vento dovesse girare il petrolio non scompare. Bene che sia finita l'emergenza ma bisognerà fare attenzione per qualche settimana. Bisogna capire quanto sotto terra è andato il petrolio. In caso di caldo secco i vapori potrebbero salire. Questo petrolio è pesante, è necessario rimuovere tutta la terra, pulirla con acque solventi, e portare della nuova terra. Continueremo a monitorare la situazione, imposteremo un ragionamento. Va compresa la relazione tra le fonti fossili e la nostra società. Oggi sono evidenti i limiti che questo comporta.

BRIEFING SENZA REGIONE, È POLEMICA - Dopo un'ora ad attendere il ministro Galletti in Capitaneria, l'assessore Giampedrone ha lasciato l'aula della conferenza per recarsi in Prefettura dove era stato organizzato un briefing senza la Regione. "I tecnici della Protezione Civile sono stati convocati per iniziare un briefing tecnico in Prefettura. È un'ora che la Regione aspetta il ministro: è necessario che ci comunichino che cosa stia accadendo. Mi meraviglio che sia stata convocata la Protezione Civile Regionale mentre io sono qui che aspetto da un'ora. Non sono stato informato nemmeno del sopralluogo sul Fegino di questa mattina."

"Se è facile venire a fare una conferenza stampa quando i problemi sono risolti vorrei che lo stesso impegno fosse messo quando non si dorme la notte per risolvere le situazioni", ha poi aggiunto Giampedrone. "Se serviamo solo a risolvere i problemi - ha concluso Giampedrone - lo dicano. È quello che facciamo già per dovere istituzionale".

Galletti ha poi gettato acqua sul fuoco: "Non c'è alcun problema con la Regione Liguria. Durante tutta l'emergenza sono stato sempre in contatto con il governatore Toti. "Mi sono raccomandato con tutti i soggetti del tavolo tecnico affinche' questa vicenda continui ad essere trattata con la massima trasparenza. Tutti i dati raccolti dai diversi enti impegnati nella bonifica devono essere comunicati alla popolazione. Non abbiamo niente da nascondere". Poi l'ammiraglio Pettorino ha chiarito: "È stato solo un contrattempo di cui mi prendo la responsabilità". Lasciando la Capitaneria, il ministro si è recato in consiglio regionale per salutare il governatore e l'assessore all'Ambiente e Protezione Civile Giacomo Giampedrone.



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