POLITICA

Cinque Stelle e Pd attaccano Salvini

Crisi di governo, politica ligure divisa ma tutti pronti: "Torniamo al voto"

di Andrea Popolano

venerdý 09 agosto 2019
Crisi di governo, politica ligure divisa ma tutti pronti:

GENOVA - Sono al momento tre le date possibili per il ritorno alle urne. La crisi di governo di queste ore apre la strada a diverse possibili soluzioni. Ma molto, se non tutto, dipenderà dalla tempistica istituzionale. Con le camere parlamentari sciolte a ridosso di Ferragosto, italiani ai seggi già il prossimo 13 ottobre: questa è infatti la prima data possibile secondo il calendario parlamentare. Se invece il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella dovesse posticipare la scelta di mettere fine a questo esecutivo a fine agosto, il voto potrebbe essere spostato al 20 ottobre o una settimana dopo, il 27. Ma di certo al momento non c'è nulla. E tra le ipotesi anche quella, assai lontana a dire il vero, che dal Quirinale si tenti la strada di un governo tecnico. Al momento i capigruppo del Senato sono stati convocati per lunedì pomeriggio dal presidente Casellati. 

Chi sicuramente sarà presente sulla scheda elettorale è il presidente di Regione Liguria Giovanni Toti che, con il neo movimento ‘Cambiamo! si prepara a far parte della corsa politica che di fatto è già partita (leggi qui).

E tra i deputati e senatori Liguri di questa legislatura parte la bagarre, con gli esponenti dei diversi schieramenti divisi sulla crisi ormai aperta. I rappresentanti della Lega, preferiscono non pronunciarsi e rimandano e rispettano le indicazioni del loro segretario nazionale. I senatori Cinque Stelle sono più decisi nell'affrontare la questione ed etichettano il vicepremier e leader della Lega Salvini come ‘irresponsabile’, e non temono il ritorno alle urne. “Salvini ha calato la maschera – spiega la senatrice ligure Elena Botto – e lo ha fatto per interesse perchè crede di poter ottenere un vantaggio politico personale ma io ho fiducia per quello che abbiamo fatto in qusto anno di governo. Ho fiducia nel nostro elettorato”. Stesso discorso per l'altro Cinque Stelle Matteo Mantero: "Una scelta (quella di mettere fine all'esecutivo ndr) fatta proprio a ridosso di importanti manovre economiche, c'è il rischo del rialzo dell'Iva. Noi andiamo avanti e siamo pronti a qualsisai decisone verrà presa dal Presidente Mattarella". 

Da una parte all'altra dei banchi di Palazzo Madama opinioni e punti di vista in parte cambiano e prendono sfaccetature diverse. C'è ad esempio chi come Roberto Cassinelli, deputato di Forza Italia, accoglie positivamente la scelta di mettere fine a un governo definito "contronatura" ma critica la tempistica dettata da Salvini: “Doveva cadere prima, ora con la legge finanziaria da fare, si rischiano importanti conseguenze economiche per il Paese, lo spread è già salito e la Borsa mostra i suoi effetti negativi. Siamo comunque difronte a una situazione complessa che può cambiare di ora in ora". Cssinelli vede difficile un'alternativa di governo con questo Parlamento e la strada delle nuove elezioni appare la più scontata. Anche in questo caso si aspettano le decisioni del Presidente Mattarella. Più o meno sulla stessa lunghezza d’onda la deputata del Pd Raffaella Paita che attacca il governo Lega-M5s per le “scelte e non scelte fatte durante quest’anno di mandato. Con questa decisione siamo condannati all’aumento dell’Iva e a un conseguente grave danno per lavoratori e imprese italiane. Noi però noi siamo pronti per le elezioni, rappresentiamo l’unica vera alternativa ai populisti spiega Paita che sulle tempistiche e la data delle future elezioni non si sbilancia: Aspettiamo e rispettiamo le decisioni che prenderà il capo dello Stato".

E intanto Genova si prepara a diventare ancora una volta centro degli scenari politici italiani con le telecamere puntate dritte in Valpolcevera. Esattamente un anno dopo la tragedia di ponte Morandi le istituzioni parteciperanno alla cerimonia di commemorazione di mercoledì 14 agosto quando i vertici del Paese si riuniranno in città per ricodare le 43 vittime causato dal crollo di ponte Morandi. Il tutto nel bel mezzo della crisi di governo.

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