SALUTE E MEDICINA

I risultati di uno studio. Bassetti: "Nessuna reinfezione ma guarigione virologica lenta"

Coronavirus, nei guariti gli anticorpi si sviluppano sempre ma dopo 20 giorni dai primi sintomi

venerdý 01 maggio 2020
Coronavirus, nei guariti gli anticorpi si sviluppano sempre ma dopo 20 giorni dai primi sintomi

GENOVA - Chi guarisce dal Covid-19 sviluppa sempre gli anticorpi protettivi al Covid-19. La conferma arriva da uno studio pubblicato sulla rivista Nature Medicine, che ha rilevato nel 100% dei pazienti analizzati (285) la presenza degli anticorpi IgG, cioè quelli prodotti durante la prima infezione e che proteggono a lungo termine. "Questo conferma le mie teorie - spiega Matteo Bassetti, direttore della clinica di Malattie infettive dell'ospedale San Martino di Genova -. Significa che il test sierologico può essere utile per diagnosticare i pazienti sospetti, risultati negativi al tampone, e identificare quelli asintomatici. In questa ricerca si è visto che tutti i pazienti studiati avevano sviluppato gli anticorpi specifici per il virus dopo circa 17-19 giorni dalla comparsa dei sintomi".

Nel mondo si registrano oltre 3,3 milioni di casi, più di un milioni di ricoverati e circa 235 mila vittime causate dal Coronavirus. L'Italia si appresta ad avviare la fase 2 con una ripartenza, seppur graduale, dell'economia. la preoccupazione maggiore resta quella di individuare i positivi asintomatici. E mentre si studiano ancora i dettagli dell'app 'Immuni' utile a individuare nel più breve tempo possibili possibili soggetti contagiati, i test rimangono la prima misura idonea per diagnosticare la presenza del Covid-19. "Il tampone rimane efficace per confermare precocemente l'infezione, ma l'esame degli anticorpi può essere importante come complemento per la diagnosi dei casi sospetti negativi al tampone, e nel sorvegliare le persone entrate in contatto con i malati ma asintomatici" spiega ancora Bassetti.

In molti si chiedono se è possibile una volta affrontato, e superato, il virus, avere una nuova reinfezione e quindi dover riaffrontare tutto da capo. Gli studi sulla questione vanno comunque avanti e i pareri sono ancora discordanti. L'infettivologo del San Martino in un post su Facebook spiega: "Rivedendo la nostra casistica (oltre 600 pazienti qui al San Martino) non abbiamo visto alcun caso di reinfezione, in contrasto con quanto segnalato dai colleghi coreani, che avevano visto un 2% di guariti reinfettati. La mia impressione è che la guarigione virologica sia più lenta di quella clinica ovvero i pazienti continuano ad avere tampone positivo fino a 50-60 giorni dopo l'inizio dei sintomi. Talvolta - prosegue bassetti - si vede un tampone negativo e poi uno nuovamente positivo. Questo non vuol dire che ci sia una reinfezione ma è la stessa infezione che dura più a lungo. Nella fase 2,3,4 sarà molto importante ascoltare chi ha seguito e curato i pazienti Covid-19 della prima fase" conclude il direttore della clinica di Malattie Infettive dell'ospedale San Martino di Genova.

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