PORTI E LOGISTICA

Nei weekend operatori della logistica abbandonati

Camionisti senza cibo e servizi, Botta: "Cambiare il Dpcm"

venerdì 13 novembre 2020
Camionisti senza cibo e servizi, Botta:

GENOVA - Il secondo lockdown, anche nella versione light delle zone arancioni, rischia di essere un altro duro colpo per gli operatori della logistica: autisti e operatori, infatti, rischiano di trovarsi per la seconda volta abbandonati a loro stessi, senza cibo e servizi igienici durante i fine settimana.

La richiesta, già avanzata a livello nazionale dalle principali sigle dell’autotrasporto, è quella di modificare la norma contenuta nell’art. 2, lett. F del DPCM estendendo la deroga lì contenuta anche a “gli esercizi di somministrazioni di alimenti e bevande siti nelle aree di sosta, nei porti, stazioni marittime, retroporti, interporti, piastre logistiche, nodi di scambio intermodale e nelle aree di sosta delle grandi direttrici di comunicazione ed in quelle non raggiungibili attraverso la rete autostradale.

Di fatto per decine di migliaia di operatori che oggi svolgono un servizio essenziale e continuativo per il paese - ricordiamo come la logistica infatti non si fermi mai neanche il sabato e la somenica - sarà impossibile trovare un posto dove consumare un pasto, comprare un caffè o anche solo avere una toilette a disposizione.

“E’ una situazione assurda che deve portare Regione Liguria a chiedere un emendamento della norma al MIT – commenta Giampaolo Botta Direttore Generale di Spediporto – il mondo della logistica non conosce sosta, lavora 24/7, questo per garantire a tutti gli italiani di trovare la mattina i supermercati riforniti, così come tutti gli altri negozi, e di dare continuità all’industria produttiva, ma i nostri lavoratori sono stati abbandonati. Chi ha scritto la norma probabilmente non sapeva che ogni giorno migliaia di persone lavorano all’interno di porti, retroporti, centri intermodali dove non vi è nulla se non qualche punto di ristoro per consumare un veloce pasto. E’ una questione di civiltà, nei confronti di tantissimi lavoratori, già costretti spesso a dormire per strada, nei propri veicoli e ora senza la possibilità di avere un minimo di conforto. Questa norma è da rivedere, così come scritta è inaccettabile” .

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