SALUTE E MEDICINA

L'infettivologo del San Martino tiene alta l'attenzione anche sulle altre pratiche di prevenzione

Bassetti: "La mascherina non basta se si sta troppo vicini e non ci si lava le mani"

giovedý 08 ottobre 2020
Bassetti:

GENOVA - "Stiamo attenti perché dare tanta importanza alla mascherina non ci deve far dimenticare che il distanziamento lo è forse ancora più della mascherina, che il lavaggio delle mani è altrettanto importante, che vaccinarsi (contro l'influenza ndr) è altrettanto importante e se ho dei sintomi devo restare a casa". Matteo Bassetti, direttore della clinica di Malattie Infettive del Policlinico San Martino di Genova tiene alta l'attenzione sulle misure che abbiamo imparato a conoscere in questi di pandemia. L'esempio è quello degli autobus dove le persone restano molto vicine per lungo tempo. In sintesi la mascherina da sola non basta per contrastare la diffusione del virus.

L'infettivologo giudica positivamente la nuova misura messa a punto dal governo che impone l'obbligo di mascherina per tutto il giorno anche all'aperto quando non è possibile garantire il distanziamento. "E' un provvedimento di buon senso rispetto alle illazioni che erano circolate prima che volevano l'uso della mascherina tout court. Se stai passando alle 5 del mattino da solo puoi tenere la mascherina abbassata, se invece sei un posto affollato ha più senso mettersi la mascherina. All'inizio non era così il provvedimento ma quando ci si ravvede è sempre buon segno".

I numeri dei contagi giornalieri sono arrivati a raggiungere quelli di marzo e aprile ma la situazione oggi è molto diversa, in primo luogo perché il numero dei tamponi effettuati è molto maggiore rispetto a quanto non accadeva nei mesi bui del lockdown. Il resto lo spiega proprio Bassetti: "Ad aprile avevamo una piramide e noi guardavamo la punta ora la è piramide è rovesciata. Delle 3500 persone contagiate il 95% sono o asintomatiche o poco sintomatiche. Solo il 5% ha bisogno di cure ospedaliere e solo lo 0,5% va in terapia intensiva. E completamente diverso rispetto a marzo-aprile dove avevamo fino un 30% di era positivo arrivava in ospedale e il 5-8% andava in terapia intensiva, numeri uguali in termini assoluti ma molto diversi in termini di gravità della malattia. Anche in Liguria con l'aumento costante dei casi e degli ospedalizzati le persone in terapia intensiva resta pressoché invariata".

Ma allora perché c'è stato bisogno di questa nuova misura più stringente? Anche sotto questo punto di vista Bassetti è chiaro: "Ad agosto i contagi sono riamasti stabili a settembre hanno iniziato ad aumentare e ad ottobre siamo saliti oltre il 2-3% dei tamponi risultati positivi, allora per evitare che la percentuale di positivi sui tamponi cresca ancora si è voluto prendere questa misura onde evitare di prendere misure più drastiche che oggi non sarebbero accettabili" precisa Bassetti. 

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