IL COMMENTO

Una comunità sotto shock

Ancora troppi femminicidi, Jessica l’ultima di una lunga lista

di Linda Miante

lunedì 07 dicembre 2020

Le parole del sindaco di Casanova Lerrone, Marino Beneccio, il giorno dopo l'omicidio-suicidio di Vellego che ha sconvolto l'entroterra ingauno.


“C’erano già stati accesi diverbi tra Corrado Testa e la compagna, la mamma di Jessica, ma non ci aspettavamo un dramma del genere nella nostra piccola comunità”. Commenta così Marino Beneccio, sindaco di Casanova Lerrone, il femminicidio-suicidio che si è consumato a Vellego. La tranquillità del piccolo comune dell’entroterra ingauno è stata spezzata dall’orrore dell’omicidio di Jessica Novaro, 29 anni, uccisa da un proiettile esploso dalla calibro 9 impugnata da Corrado Testa, ex compagno della madre della giovane e suo vicino di casa.

IL FATTO. L’orrore della cronaca nera si è inerpicato tra le case della borgata di Vellego quando, dopo un’accesa lite familiare, l’uomo, un agricoltore di 56 anni, ha premuto il grilletto di un'arma che non doveva avere con sé. Un colpo volontario, probabilmente diretto alla sua ex Maria Donzella, ma intercettato dal corpo della figlia presente al momento della lite. Poi la richiesta d’aiuto di Jessica, la sua corsa di 100 metri verso la piazza per chiedere protezione, poco prima di accasciarsi al suolo, senza vita. Testa la insegue e sotto gli occhi della madre e dei compaesani, si punta la pistola alla tempia e spara. I due corpi giacciono riversi uno di fianco all’altro, esanimi. L’ennesima strage consumata tra le mura domestiche, che questa volta ha strappato la vita a una giovane cassiera ligure di 29 anni. 

VELLEGO. Il giorno dopo il femminicidio-suicidio per mano di Corrado Testa, persona molto conosciuta in paese, il silenzio fa da padrone a Vellego e sul volto delle poche persone che passano davanti al monumento ai caduti - dove ci sono i sigilli dei carabinieri - si legge la stessa amarezza di chi, abituato alla quiete, è improvvisamente al centro dell’attenzione mediatica. La domanda è sempre la stessa: Perché qui, proprio qui, in questo paese di poche anime?. E ora emerge la pista dell’omicidio premeditato, tanto che Testa era entrato in casa con l’arma in tasca. Testa era conosciuto anche perché qualche anno prima, nel 2011, era rimasto vedovo in seguito a un incidente agricolo in cui aveva perso la vita la moglie Daniela.

LO SHOCK. “Leggiamo tutti i giorni fatti di cronaca tremendi, ma sembrano sempre lontani finché non accadono vicino a te – commenta il primo cittadino ai microfoni di Primocanale. Io non ero presente, sono stato contattato dai carabinieri nel tardo pomeriggio, quando è avvenuto il fatto, mi hanno chiamato e sono subito rientrato. Il telefono continuava a suonare e ho capito che doveva essere successo qualcosa. Come sindaco devo proteggere i miei concittadini, la maggior parte dei quali sono anziani, perciò non è facile spiegare certe cose. Alcuni di loro probabilmente non sono al corrente dell’accaduto”. 

“Suppongo che la situazione sia precipitata quando la donna ha deciso di separarsi dal Corrado, circa un mese fa. Prima i due convivevano. Tuttavia l’uomo abitava nella stessa palazzina perciò capitava che si incrociassero. Io ritengo che si sia trattato di un raptus di follia quando lui (Testa ndr.) ha tirato fuori la pistola colpendo Jessica dal basso verso l’alto” ipotizza Beneccio. Stando a quanto raccontato dai testimoni oculari, quando il 56enne si è reso conto di ciò che aveva appena fatto, si è tolto la vita. Ancor prima dell'arrivo dei soccorsi. Chi ha avvisato il 118 non capiva che cosa stesse succedendo, tanto da temere che si trattasse di un malore.

Poi “la paura ha preso il sopravvento quando abbiamo visto che il Corrado impugnava una pistola” prosegue un compaesano di Testa, con cui aveva lavorato fino a poche ore prima. Un fatto chiamato da molti ‘disgrazia’ ma che disgrazia non sembra essere: sono infatti in corso le indagini della compagnia dei carabinieri di Alassio, coordinate dalla pm Maddalena Sala, per omicidio premeditato. Sulla scena del crimine era presente anche il tenente-colonnello Massimo Ferrari, comandante della compagnia dei carabinieri di Alassio, che ha confermato anche l’assenza di denunce o segnalazioni ai danni dell’uomo.

I FEMMINICIDI IN ITALIA. “Jessica è morta per difendere la madre dalla violenza del compagno. Dopo una lite, l'uomo ha sparato un colpo di pistola e la ragazza ha fatto scudo con il suo corpo alla madre, salvandole la vita. Una tragedia che ha sconvolto la frazione di Casanova Lerrone, nel savonese, e che purtroppo ci ricorda che violenza sulle donne è ancora una triste realtà" scrive su Facebook il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti, ricordando i numeri da brivido che riguardano i femminicidi.

Solo nel 2020, le donne morte per mano di uomini violenti sono state 66. Il sito Femminicidioitalia indica già l’unità - in termini statistici - che corrisponde a Jessica Novaro. In ogni caso, le indagini in corso sui fatti di Casanova Lerrone faranno luce sull'entità di questo femminicidio-suicidio e sul movente, ma la dinamica dell’accaduto lascia spazio a pochi dubbi.



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