CRONACA

L'ordinanza del comune valida fino al 2 giugno

A Genova riaprono spiagge e scogliere ma con il divieto di stare fermi

domenica 17 maggio 2020
A Genova riaprono spiagge e scogliere ma con il divieto di stare fermi

GENOVA -  Da lunedì 18 maggio il Comune di Genova riaprirà le spiagge e le scogliere consentendo solo il transito e gli sport, non ancora lo stazionamento, per poter prendere il sole. Il Comune pensa di introdurre il criterio dei dieci metri quadrati disponibili a ogni nucleo familiare o singola persona. Lo spiega il sindaco Marco Bucci. La misura sarà contenuta in un'ordinanza in vigore dalla mezzanotte del 18 maggio fino al 2 giugno.

"Non siamo ancora in grado di poter gestire gli affollamenti, per cui non possiamo consentire lo stazionamento in spiaggia, domani abbiamo fissato un incontro in Anci per discutere il tema. Prevediamo un sistema di controllo degli accessi nelle spiagge attraverso la Protezione civile e alcune associazioni di volontariato. Nelle spiagge libere il Comune metterà delle segnalazioni con il criterio dei dieci metri quadrati per nucleo familiare o singola persona. Ci saranno dei segnali sulla spiaggia e ci sarà l'obbligo di occupare uno spazio per nucleo familiare o singola persona".

Resta consentito l’accesso del pubblico a parchi, ville, giardini, con l’esclusione delle aree gioco per i bambini, che restano interdette, e cimiteri comunali, nonché l’accesso alle passeggiate prospicenti il mare, compreso corso Italia lato mare e Boccadasse.

Per quanto riguarda l’utilizzo delle mascherine, diventa obbligatorio sempre – prima era solo consigliato – in tutte le aree al di fuori della proprietà privata, tranne per chi pratica attività sportiva. Resta inoltre obbligatorio all’interno di parchi, giardini e ville pubbliche, dei cimiteri, dei locali privati ad uso pubblico, dei locali adibiti ad attività commerciali e dei mezzi di trasporto pubblico. Sono esclusi dall’obbligo i bambini al di sotto dei sei anni e le persone con forme di disabilità non compatibili con l’uso continuativo della mascherina o i soggetti che interagiscono con loro.

Possono essere utilizzate le cosiddette “mascherine di comunità”, ovvero mascherine monouso o mascherine lavabili, anche autoprodotte, in materiali multistrato idonei a fornire un’adeguata barriera e, al contempo, che garantiscano comfort e respirabilità, forma e aderenza adeguate che permettano di coprire dal mento al di sopra del naso.

L’uso delle mascherine si aggiunge alle altre misure di protezione finalizzate alla riduzione del contagio, come il distanziamento fisico e l’igiene costante e accurata delle mani, che restano prioritarie.

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