Russell Crowe protagonista di 'Norimberga'A Palazzo Ducale lunedì 12 gennaio alle 17.30 si rinnova il tradizionale appuntamento con 'La stanza del cinema', iniziativa curata dal Gruppo Ligure Critici Cinematografici ospitata nella sala Borlandi della Società Ligure di Storia Patria. Qui Francesca Felletti e Juri Saitta accompagneranno i partecipanti in un viaggio attraverso i film che hanno segnato il mese di dicembre. A partire da Avatar: Fuoco e cenere, dove James Cameron è tornato a Pandora come un pittore ossessionato dalla sua tela, spingendo ancora una volta la tecnologia cinematografica oltre i limiti del possibile e trascinando lo spettatore in un’epopea visiva che almeno per lunghi tratti è ineguagliabile nel cinema contemporaneo. Un'opera però che impressiona molto più di quanto convinca, che urla a pieni polmoni la sua importanza ma sussurra pochissimo di nuovo.
Il Leone d'oro di Venezia
Si parlerà anche dell'ultimo Leone d'oro alla Mostra di Venezia, Father Mother Sister Brother. Strutturato come un trittico — tre capitoli, tre famiglie, tre modalità di incontro e disincanto — il film di Jim Jarmush non cerca di impadronirsi dello spettatore con esplosioni emotive ma piuttosto lo esorta a una complicità silenziosa: a stare nell’imbarazzo, nella goffaggine e nella fragile poesia dell’ordinario. In questo senso, il titolo stesso diventa un enigma più che una promessa: una sorta di catalogo minimale di archetipi familiari che il film decostruisce fino a restituirli come immagini di un’affettività scalfita, intermittente e irrisolta ricordandoci che, per quanto tentiamo di distanziarci, siamo fatti della stessa materia instabile dei nostri legami.
Gli altri film
Tra gli altri film che saranno analizzati anche Norimberga con Russel Crowe che si basa sui processi ai criminali nazisti dopo la Seconda guerra mondiale, una storia di giustizia, responsabilità morale e confronto psicologico tra chi deve giudicare e chi viene giudicato; La mia famiglia a Taipei, trionfatore alla scorsa Festa del Cinema di Roma, che racconta di un’adolescente americana di origine taiwanese mandata dai genitori a Taipei per frequentare un programma estivo pensato per avvicinare i ragazzi alla cultura cinese dove scopre un mondo nuovo fatto di amicizie, primi amori e libertà, molto diverso dalle aspettative rigide della sua famiglia e – inevitabilmente – anche Buen camino, già entrato nel novero dei film italiani di maggiore incasso di sempre: una commedia leggera e divertente dove Checco Zalone usa il viaggio come metafora di crescita personale e riconciliazione familiare. L'ingresso è libero e la discussione è aperta alla partecipazione del pubblico.
7° C
LIVE
IL COMMENTO
-
Franco Manzitti
Sabato 10 Gennaio 2026
-
Sara Piattino*
Mercoledì 07 Gennaio 2026
leggi tutti i commentiPortare la fiaccola olimpica che è passata per Genova
Crans Montana: perché restiamo a guardare? 8 chiavi per capire la psicologia nel cuore della tragedia