Cultura e spettacolo

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Un pomeriggio buio e freddo di inizio gennaio, a un passo dall'ascensore di Castelletto, quello che il poeta Giorgio Caproni aveva descritto come il punto di arrivo in Paradiso. Ti ricordi, Mario, cosa è successo quell'8 gennaio 1978 su quel magico terrazzo di Genova con le luci della città sotto, in uno dei terribili “anni di piombo” che noi giovani cronisti vivevamo giorno per giorno, attimo per attimo cercando di capire?

Certo che me lo ricordo, Franco cosa è successo in quel pomeriggio che stava diventando sera e poi una delle notti di ansia, di paura per una grande famiglia genovese e per tutta la città, per l'Italia intera sotto lo scacco delle Brigate Rosse: avevano rapito Piero Costa, mentre stava tornando a casa sulla mitica Spianata.

Incomincia così, alle 22:30 di martedì la serie di “Ti ricordi?”, che Primocanale offre ai suoi telespettatori in una sequenza di puntate preparate per ricostruire i grandi fatti di cronaca, e non solo, che hanno lasciato il segno nei decenni che precedono quelli che stiamo vivendo, lungo la traccia professionale che io e Mario Paternostro abbiamo continuativamente percorso nella nostra lunga carriera, quasi sempre uno a fianco dell'altro, nei giornali genovesi e non solo in quelli. Avevamo incominciato da bambini a proclamare che avremmo fatto i giornalisti e lo abbiamo fatto e ci siamo riusciti e non abbiamo mai smesso con l'eccezionalità di una vicinanza reciproca quasi incredibile.

La serie incomincia quella sera di tanti anni fa con uno dei fatti più “forti” che hanno segnato la storia del terrorismo nelle mura genovesi, una delle capitali più importanti delle Brigate Rosse, dove questa formazione di estrema sinistra rivoluzionaria era praticamente stata fondata, dove aveva esordito con gli attentati più eclatanti e sanguinosi , dal sequestro del magistrato Mario Sossi all'omicidio del Procuratore Generale, Francesco Coco e della sua scorta.

Piero Costa venne aggredito da sei brigatisti nel buio rischiarato dalle luci della Spianata, tra i pini e la ringhiera affacciata su quel Paradiso. Lo misero in una cassa di legno e lo caricarono nel portabagagli di una 132 FIAT. In quattro salirono sull'auto e sgasarono verso Circonvallazione a Monte, verso via Pomposa, dove era pronta la prigione del popolo sulle alture di san Teodoro. Gli altri due sparirono nelle creuze che scendevano da Castelletto verso il centro della città.

Quel sequestro, un'operazione militare perfetta, serviva a incassare un riscatto di un miliardo e trecento milioni, che sarebbe servito a finanziare la guerriglia, ma sopratutto a preparare l'azione più clamorosa e destabilizzante che mai sia stata realizzata da una formazione terroristica in un paese occidentale nel Dopoguerra: il sequestro e l'omicidio dell'onorevole democristiano Aldo Moro, presidente della Democrazia Cristiana, uno dei personaggi più importanti della storia politica e non solo italiana, l'uomo che stava portando in porto un accordo tra la Dc e il Pci con quell'operazione che si chiamava “compromesso storico”. Una alleanza che avrebbe cambiato non solo gli equilibri politici italiani.

“Ti ricordi?”, racconta e ricostruisce questa storia con la nostra memoria e i nostri documenti di cronisti, con l'aiuto di testimonianze, anche della famiglia Costa, con materiale di archivio. Siamo tornati sulla Spianata di Castelletto nel luogo della temeraria azione brigatista, quarantasei anni dopo. Abbiamo raccontato come i terroristi avevano agito e poi negli studi di Primocanale, nel modernissimo studio del trentesimo piano, siamo entrati nella memoria di quel fatto, intervistando i testimoni dell'epoca, ricostruendo le reazioni a quella sfida estrema, l'ansia di quei mesi di detenzione , la trattativa con le Br, il pagamento del riscatto, la sequenza del rilascio.

Siamo andati vicino alla casa dove Piero Costa, era stato detenuto, da dove poi era uscito per essere rilasciato, sempre sulle alture di Genova accanto a un vecchio rudere, bendato, con la barba lunga, dopo che a Roma il riscatto era stato consegnato ai brigatisti con un'altra operazione complicatissima.

Martedì sarà trasmessa la prima puntata di questa ricostruzione. Una settimana dopo seguirà la seconda e poi le altre vicende che abbiamo ripercorso, non certo da soli ma con l'aiuto degli operatori, dei tecnici, dei registi, in particolare di Lorenzo Vigo, che ha montato le puntate con il suo estro e la sua precisione. Ripercorreremo gli altri grandi fatti di cronaca nera, di terrorismo, ma anche di politica, di spettacoli, di cultura in generale, che hanno segnato gli anni genovesi del passato recente. Che non si possono scordare. Che abbiamo la presunzione di poter “ricordare” dopo tanto tempo ma con la stessa passione di quando li abbiamo vissuti.