La vittima genovese Emanuele GaleppiniAlla procuratrice generale di Sion Béatrice Pilloud verrà chiesto, tra l’altro, un’estensione della catena di responsabilità per le gravi omissioni emerse sui controlli antincendio e sulla sicurezza del locale Le Constellation, dove nella notte di Capodanno è scoppiato l’incendio che ha causato 40 morti e oltre 100 feriti. È quanto annuncia Alessandro Vaccaro, legale della famiglia di Emanuele Galeppini, il sedicenne genovese campione di golf tra le vittime della strage. Vaccaro, affiancato dal collega di Ginevra Matteo Pedrazzini, si recherà presto a Sion per esaminare gli atti dell’inchiesta svizzera.
Costituzione di parte civile e accesso agli atti
"Abbiamo già chiesto l’accesso agli atti e ci costituiamo parte civile – spiega l’avvocato –, un atto possibile anche in questa fase del procedimento secondo la legge elvetica. Una volta diventati parte processuale e ottenuti gli atti, potremo verificare, per esempio, i primi rilevamenti della polizia. Non sappiamo ancora esattamente cosa ci verrà concesso, perché per legge svizzera gli atti riguardano solo la nostra posizione". L’inchiesta svizzera ha registrato una prima vera svolta con l’arresto di Jacques Moretti, titolare del locale (la moglie Jessica è ai domiciliari con braccialetto elettronico), accusati di omicidio, lesioni e incendio colposi.Svolta svizzera e indagini parallele in Italia
La procuratrice Pilloud ha motivato la misura cautelare con il "concreto pericolo di fuga". Parallelamente, prosegue con maggiore determinazione il lavoro della magistratura italiana. La Procura di Roma ha aperto un fascicolo autonomo per omicidio colposo plurimo e incendio, delegando alcuni accertamenti (tra cui le autopsie sulle vittime italiane) alle procure territoriali competenti: Genova per Emanuele Galeppini, Bologna per Giovanni Tamburi, Milano per altre vittime. A Genova opera la sostituta procuratrice Silvia Saracino, che in queste ore interagisce con i legali della famiglia Galeppini (Vaccaro per il padre Edoardo, Nicola Scodnik per la madre Beatrice).Dubbi sul decesso di Emanuele Galeppini
Sul caso di Emanuele permangono forti dubbi: il corpo era integro, senza ustioni, con solo le scarpe sporche di fuliggine e con sé documenti e cellulare intatti. "Non si comprende il motivo per cui non è stato identificato subito – sottolinea Vaccaro –. A monte della tragedia non ci sono solo comportamenti colposi, ma dolosi. Se venisse riconosciuto il dolo eventuale, i reati andrebbero riqualificati e cambierebbero anche le pene potenziali". L’autopsia sul corpo del ragazzo, disposta dalla Procura italiana dopo il blocco delle salme e i funerali già celebrati, si svolgerà il 19 gennaio e punterà a chiarire le cause esatte del decesso, probabilmente legate all’inalazione di fumo.Prospettive di cooperazione internazionale e richiesta di verità completa
Non è escluso che la Procura di Roma possa, in futuro, richiedere l’arresto dei coniugi Moretti tramite cooperazione internazionale, anche se al momento appare una strada complessa e forse più simbolica, vista la rapida evoluzione dell’inchiesta svizzera. Le famiglie italiane chiedono verità e giustizia a 360 gradi, puntando a ricostruire tutta la filiera delle responsabilità: dai gestori del locale alle istituzioni che, come ammesso dal Comune di Crans-Montana, non effettuavano controlli antincendio dal 2019. Il dolore delle famiglie si trasforma in determinazione: "Vogliamo che si indaghi fino in fondo tutta la sequenza di negligenze che ha reso possibile questa strage".Le scuse del vicesindaco di Crans Montana
Nicole Bonvin Clivaz, vicesindaca di Crans-Montana, ha voluto esprimere in un'intervista alla televisione svizzera RTS un messaggio di profonda vicinanza alle famiglie colpite dal dolore e una chiara richiesta di perdono, dopo le forti polemiche scatenate dalle parole (o meglio, dalle assenze) del sindaco Nicolas Féraud durante la conferenza stampa tenuta subito dopo la tragedia.
"Non esistono giustificazioni per non aver chiesto scusa - ha ammesso con franchezza -. Quando si è al centro della tempesta, a volte si reagisce in modo goffo o impreciso, ma oggi è giusto e necessario farlo: siamo accanto alle famiglie, stiamo con le vittime, con tutte le persone che stanno soffrendo questo immenso dolore".
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