
ALBENGA - La sua fabbrica di 700 metri quadrati squassata dall'alluvione della Piana di Albenga, ma lui, Davide Marsilio, sembra quasi un fantasma, tutti si occupano del comparto dell'agricoltura o delle abitazioni, mentre della sua fabbrica di lattine per l'olio realizzate con la banda stagnata delle acciaierie di Genova non si parla: "Io non voglio soldi ma ho una montagna di materiale da buttare e non so come fare, l'acqua ha fatto rovesciare i pianali e ora dobbiamo buttare tutto, perché le lattine appena vengono a contatto con acqua e fango non possono più essere usate".
Marsilio quando ha visto la troupe di Primocanale che intervistava i coltivatori ha richiamato l'attenzione urlando, con educazione, ma urlando, arrabbiato: "Dovete venire a vedere quanti danni ho subito io!" ha gridato. Noi lo abbiamo accontentato ed in effetti lo scenario all'interno dell'azienda è stato molto forte: pile alte metri e metri di lattine sui pianali crollate, montagne di latte destinate alla discarica. Una rimozione però certo non facile da effettuare, per questo Marsilio chiede aiuto: "Per ora ho chiesto una mano ai miei amici" dice distrutto e con le lacrime agli occhi, "questa è una delle tre fabbriche di latte della Liguria, l'ho ereditata da mio padre, e non vorrei essere io a chiuderla" conclude avvilito.
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