Cronaca

L’indagato si trova ora presso la casa circondariale di Marassi. La violenza, avvenuta a dicembre, era stata una delle motivazioni per cui era scattato l'allarme in quanto terzo episodio di violenza sessuale avvenuto a poco tempo di distanza l'uno con l'altro
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GENOVA - È stato arrestato un uomo di 32 anni accusato di aver stuprato una donna a cui aveva appena venduto del crack in un vicoletto tra i palazzi del Carmine.

Ieri gli investigatori della Squadra Mobile hanno arrestato, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa su richiesta della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Genova, un cittadino senegalese classe 92 per i reati di violenza sessuale e spaccio di sostanze stupefacenti.

I fatti per cui il senegalese è gravemente indiziato risalgono a dicembre dello scorso anno, quando una ragazza si era presentata presso un pronto soccorso genovese dichiarando di essere stata vittima di una violenza sessuale. Nell’immediatezza gli investigatori avevano avviato le indagini che, attraverso l’audizione protetta della vittima, sequestri, e la minuziosa ricostruzione dei momenti antecedenti alla violenza per mezzo delle immagini riprese dalle telecamere di videosorveglianza, hanno permesso di raccogliere gravi indizi a carico dell’indagato.

Quello che si è potuto ricostruire è che la ragazza quella sera aveva deciso di contattare il 32enne in questione (che aveva già conosciuto per motivi legati alla droga di cui lei faceva uso). Anche in quella circostanza la giovane aveva deciso di avvicinarsi a lui per consumare del crack che aveva appena comprato dal senegalese.

Dopo aver fumato la sostanza l'uomo ha approfittato di lei, costringendola a subire un rapporto sessuale all’interno di un anfratto nel mezzo di alcune palazzine della zona di piazza del Carmine. Tra i vari riscontri sui capi di abbigliamento indossati sia dall’indagato che dalla vittima, sono stati effettivamente rinvenute tracce di dna dell’uomo.

L’indagato si trova ora presso la casa circondariale di Marassi. La violenza, avvenuta a dicembre, era stata una delle motivazioni per cui era scattato l'allarme in quanto terzo episodio di violenza sessuale avvenuto a poco tempo di distanza l'uno con l'altro.

a commettere le violenze sarebbero stati sempre i pusher, una o più persone, che appena intravedono la possibilità aggrediscono i loro "clienti". Con violenze sessuali, ma anche rapinandoli. I primi due casi erano avvenuti nel cuore della notte, fra le 3 e le 4, nel centro città in danno di due ragazze: a ridosso di Sottoripa il primo gennaio, e nei giardini Baltimora l'8 gennaio, i cosiddetti giardini di Plastica, dove la ragazza è stata anche rapinata di soldi e telefonino. A soccorrerla era stato poi un carrozziere di corso Saffi, non lontano dal parcheggio Marina Park. Autori delle violenze sempre giovani magrebini.

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Per un caso simile avvenuto nello stesso periodo un altro uomo, sempre senegalese e sospettato di essere un pusher, era stato arrestato. L'accusa era di avere abusato di una donna di 27 anni nel centro storico di Genova dopo avere fumato una dose di crack.