Cronaca

Alfredo Zenucchi: "Dopo avere ucciso lei avrei dovuto ammazzarmi, ma non ce l'ho fatta, volevo buttarmi in un dirupo". Nella camera una lettera scritta dalla donna ma firmata da entrambi in cui annunciano il suicidio.
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GENOVA -"Avremmo dovuto ucciderci tutti e due, ma dopo avere ammazzato Rossella io non sono riuscito a togliermi la vita...volevo gettarmi in dirupo, ma sono rimasto nella camera dell'albergo per due giorni, accanto al cadavere, indeciso su cosa fare".

Lo ha detto in una lunga e sofferta confessione, in lacrime, Alfredo Zenucchi, il marito di Rossella Cominotti,
uccisa nella stanza dell'hotel dove i due soggiornavano da qualche giorno a Mattarana, frazione di Carrodano, nello Spezzino.

Ma il femminicidio dell'Immacolata avvenuto in Val di Vara è ancora pieno di punti interrogativi.

"Dovevamo ucciderci insieme, ma io non ce l'ho fatta. Non ho avuto il coraggio"
ha ripetuto l'uomo ai carabinieri, fermato a bordo della sua auto in Lunigiana. "Ho ucciso Rossella con il rasoio", ha svelato, dicendo poi di averlo fatto la sera del 6 dicembre, alle 20, "Rossella è morta poi dopo due e mezzo di agonia, attorno alle 22.30. "Io sono rimasto a vegliare il cadavere senza sapere cosa fare per due giorni, fino all'8 dicembre. Cercavoun altro modo per farla finita, pensavo di uscire a gettarmi un dirupo".

L'altra grande novità che trapela dalle indagini dei carabinieri è la lettera scritta da Rossella e sottoscritta da entrambi in cui la coppia
annunciava la volontà di farla finita. Una missiva molto importante per le indagini e ora al vaglio degli inquirenti. Lettera che sarebbe la prova che i due erano scomparsi dal loro paese, Bonemerse, in provincia di Cremona, con l'intenzione di farla finita, forse perché sopraffatti dal peso dei pensieri per i tanti debiti accumulati gestendo un'edicola.

L'unica certezza degli inquirenti del nucleo operativo del comando provinciale della Spezia titolari dell'indagine sul femminicidio
è quanto stabilito dal medico legale che ha svolto la prima ispezione superficiale sul cadavere della donna. Lo specialista avrebbe ipotizzato che la morte sarebbe sopraggiunta in seguito a uno shock emorragico provocato dal taglio alla gola.

Alfredo Zenucchi è in stato di fermo per omicidio volontario,
ma il femminicidio scoperto nel giorno dell'Immacolata presenta ancora molti interrogativi a cui gli inquirenti cercheranno delle risposte nelle prossime ore.

Tutto parte dalla ricostruzione della tragedia
: la coppia era scomparsa da fine novembre dal centro del paese di Bonemerse dove gestivano una edicola e da dove avevano fatto perdere ogni traccia lasciando i giornali del 29 novembre davanti al chiosco. Pare che l'attività non andasse molto bene e avessero problemi a fare quadrare i conti: ecco perché - secondo quanto raccontato dall'uomo - avevano deciso di smettere di lottare. Ma perché si sono allontanati arrivando sino all'albergo sperduto fra i boschi del passo del Bracco ancora non è chiaro. Secondo quanto ricostruito, i due avrebbero cambiato alcuni hotel fino al primo di dicembre, giorno dell'arrivo a Mattarana. E lì avrebbero continuato a posticipare la data di partenza, con la scusa che Rossella Cominotti fosse ammalata con la febbre.

 

Secondo quanto ricostruito l'8 di dicembre Alfredo Zenucchi di 57 anni dopo aver ucciso la moglie, è uscito a prendere un caffè corretto con alcolici e poi si è allontanato dalla struttura a bordo di una Citroen CX bianca, senza fare check out. Dopo il ritrovamento del corpo senza vita della donna, sono subito scattate le ricerche e l'uomo è poi stato poi fermato in Lunigiana, in località Terrarossa, nel Comune di Licciana Nardi al confine con quello di Aulla, in provincia di Massa Carrara. A rintracciarlo a bordo della sua auto i carabinieri della compagnia di Pontremoli a un posto di blocco che era stato organizzato a seguito di avvistamenti della sua presenza nella zona. Chi ha ritrovato la donna, invece, poco prima delle 9 è stata una addetta alle pulizie. E i titolari dell'albergo, un ritrovo molto conosciuto da motociclisti e automobilisti, si sono detti sconvolti dall'accaduto. 

 
A lanciare l'allarme per la loro scomparsa era stata la cugina della donna che con un post su Facebook di giovedì 7 dicembre in cui invitava chiunque avesse notizie della coppia ad avvertire le forze dell'ordine
: "I telefoni - si legge nel post  - non ricevono più chiamate e neanche Whatsapp funziona. Le forze dell’ordine sono da giorni al lavoro e in famiglia c’è molta preoccupazione".
Il fatto che i due dopo essersi allontanati insieme avessero chiesto di non essere rintracciati potrebbe essere la conferma delle loro intenzioni di farla finita.  





 

 

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