Cronaca

Traverso (Siap): "Fiducia nella magistratura ma le competenze psicologiche dell'assassino spettano ai servizi sociali. La ricerca di capri espiatori un tentativo di distogliere l’attenzione da elementi familiari che hanno avuto un peso sulla tragedia"
1 minuto e 41 secondi di lettura

GENOVA -"In merito all’omicidio di Alice Scagni prima di tutto ci teniamo a ribadire quanto già dichiarato subito dopo la tragedia, ossia che abbiamo massima fiducia nell’operato della magistratura".

Attacca così Roberto Traverso, segretario nazionale e ligure del Siap, il sindacato italiano appartenente alla polizia, che poi spiega: "La notizia della  formale denuncia presentata dalla famiglia Scagni nei confronti della polizia di stato ci lascia davvero sbalorditi di fronte ad una scelta che evidenzia un accanimento a nostro parere fuori luogo.
Anche se non vogliamo entrare nel merito della questione delicata, al vaglio dell’autorità giudiziaria competente, è opportuno ricordare che il sostegno per le problematiche psicologiche dell’assassino non erano m di certo di competenza della Polizia di Stato ma bensì dei servizi sociali specifici ai quali, vogliamo immaginare,  la famiglia si sarà rivolta.



Per quanto riguarda la dinamica dei fatti che si sono verificati prima dell’omicidio sono in atto le dovute indagini e gli accertamenti che naturalmente terranno conto di tutti gli aspetti da tenere in considerazione, a partire dal ruolo e le competenze svolte o meno dai soggetti istituzionali che di solito vengono interessati e che devono intervenire in casi come questi".

"Riteniamo - scrive ancora il sindacalista della polizia - che la spettacolarizzazione messa in campo da parte della famiglia Scagni che  attraverso i propri legali che puntano ad individuare mediaticamente dei capi espiatori possa essere valutata come un mirato tentativo per distogliere l’attenzione da altri elementi prettamente familiari che comunque hanno un peso su questa triste e drammatica vicenda.

In ogni caso ribadiamo quanto abbiamo già detto subito dopo l’omicidio ovvero che la polizia di stato non può sostituirsi ad attività di supporto psicologico che competono ad altri.

In realtà nel capoluogo ligure questo si verifica molto spesso - vedasi omicidio di Jefferson Tomalà avvenuto anni fa a Sestri Ponente - ed è una  delle problematiche che il nostro sindacato sta denunciando ormai da molti anni". 

 

Nella foto Antonella Zarri e i figli Alice (la vittima) ed Alberto Scagni, l'assassino

ARTICOLI CORRELATI

Martedì 06 Settembre 2022

Omicidio Scagni, i genitori denunciano le forze dell'ordine per omissione

I genitori hanno presentato in procura una denuncia per omissione di atti d'ufficio e morte come conseguenza di altro reato
Martedì 30 Agosto 2022

Omicidio Scagni, la mamma della vittima: "Tornassi indietro non mi affiderei più allo Stato"

Antonella Zarri: "Se avessi pagato due vigilantes forse mio figlio non avrebbe ucciso mia figlia, ma Alberto doveva essere fermato dalla polizia. Ora voglio giustizia"