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GENOVA-Che spettacolo lo show di Matteo Renzi sulla terrazza del Museo del Mare per presentare il suo ultimo libro, intitolato “Il Mostro”!

Non tanto e non solo per la capacità di comunicazione del leader fu Pd, oramai uno show man capace di attrarre al di là delle sue idee  di politica. Ma per la scena che si poteva osservare complessivamente tra l'oratore funambolico e il suo variegato e folto pubblico del tardo pomeriggio genovese.

Da maniaco e un po' fissato osservatore ultradecennale degli spostamenti nella società genovese ci ero andato quasi per contare e misurare l'audience di Renzi e soprattutto l'identikit di un pubblico che immaginavo molto trasversale, interessato al personaggio, alle sue mosse, ma anche un po' di più al suo percorso tra le linee ( direbbero i miei amici giornalisti sportivi) di una politica liquida e in mutazione permanente.

Sono stato accontentato. Il pubblico, folto e molto composito, offriva quasi la rappresentazione plastica dei cambiamenti in atto tra Seconda, Terza e, magari, Quarta repubblica.

Certamente ognuno dei due-trecento intervenuti aveva la sua ragione, di schieramento, di curiosità, di partecipazione, di mobilitazione, di interesse perfino letterario, trattandosi in fondo della presentazione di un libro.

Ma era chiaro che oramai tutte le carte, tra Destra, Sinistra, Centro, si stanno mescolando in una politica che non è più neppure liquida e solo personalistica. Renzi ha approfittato dell'occasione per mostrare il “fianco destr” della sua politica nelle elezioni di Genova, schierandosi a favore di Marco Bucci, ieri avversario e oggi da lui  promosso come ottimo sindaco, in un mondo nel quale non ci sono sindaci di destra e di sinistra, ma solo bravi sindaci e cattivi sindaci.

E per Renzi Bucci è stato un ottimo sindaco. Ma su quella bella terrazza non c'erano solo i supporter di questa scelta e i fedeli del capo, a incominciare dalla “mitica” Lella Paita, come l'ha definita lo stesso Renzi.

C'erano tanti ex compagni duri e puri, come Mauro Avvenente, ex Pd, ex leader di quel Ponente di lotta e di governo nel cuore della sinistra storica di Genova, quella della roccaforte rossa, conquistata da Bucci cinque anni fa. C'erano tanti ex socialisti, come Alfonso Pittaluga, ex segretario Psi, oggi leader Uil, insieme a illustri e meno illustri militanti dei partiti  e dei sindacati d'antan.

Ma c'era anche il Ghota più altolocato dell'imprenditoria, del managment, dello shipping genovese, sicuramente richiamati da un incontro precedente con il Matteo fiorentino, ma ben contenti di ascoltarlo nel suo show.

Dai grandi azionisti e leader di Rimorchiatori Riuniti, Gavarone Delle Piane, freschi dei recenti successi di acquisizioni nel mondo che fanno della loro azienda la terza flotta mondiale nel settore, a Edoardo Garrone con gentile consorte, a Beppe Costa, leader di Costa Edutainement e erede in pista della storica famiglia, a Emanuele Remondini di Merce Vaggi.  C'erano broker e agenti marittimi di alto lignaggio.

C'erano tanti ex democristiani con la nostalgia della politica e una evidente attrazione per le perfomance  dell'ex segretario Pd. In prima fila c'erano le due indubbie superstar genovesi di questi tempi, il sindaco Marco Bucci, ovviamente, ma anche Matteo Bassetti, il nostro direttore delle Malattie infettive, sicuramente i genovesi più alla ribalta oggi nel panorama nazionale.

Merito di Renzi e di quanto suscita, ma io ci ho visto anche, oltre a quella trasversalità, proprio la evidente modificazione di assetti e definizioni della politica. Ci ho visto caduti definitivamente gli sbarramenti Destra-Sinistra e perfino Centro, in una città che era fatta, fino a non molto tempo, fa di muri contrapposti. Ci ho visto la spinta verso equilibri diversi, rapporti anche personali in evoluzione verso cosa? Non si sa, ma sicuramente verso assetti profondamente ricomposti. 

 Probabilmente sono solo un visionario e l'arietta dolce di quella terrazza sul porto piena di pubblico mi ha ingannato. I sondaggi dicono che Renzi non becca oltre il 2,5 per cento con la sua Italia Viva. E allora?