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Ho letto l'importante e coraggioso editoriale di Maurizio Rossi (leggi qui) sulla dolorosissima e pericolosissima guerra in Ucraina e desidero esprimere il mio pensiero in merito. 

L'invasione russa costituisce certamente una violazione del diritto internazionale e va condannata; ciò non toglie che devono essere riconosciute alcune delle cause che hanno provocato tale violenza: l'avanzamento provocatorio della Nato ad est, la militarizzazione sempre più spinta dell'Ucraina ad opera dell'occidente, la formazione in tale Paese di un governo e di milizie compromesse con le ideologie filonaziste, le continue aggressioni a partire dal 2014 alla popolazione russofona del Donbass.

Senza riconoscere oggettivamente quanto sopra, demonizzando esclusivamente Putin e la Russia e, per di più, continuando ad inviare armi sul teatro di guerra, sarà impossibile perseguire obiettivi diplomatici che consentano di raggiungere una pace giusta. Le scelte sino ad oggi avallate dal nostro governo conducono solo ad aumentare le sofferenze del popolo ucraino, a fomentare l'allargamento del conflitto e a compromettere la nostra economia.
Del resto, viene da chiedersi se gli Stati Uniti e la Gran Bretagna, cui ci siamo supinamente allineati, abbiano un reale interesse a perseguire la pace immediata.

La profonda frattura che si sta creando tra Europa e Russia (con il possibile coinvolgimento della Cina) è ciò che le potenze atlantiche auspicano da tempo, temendo il rafforzamento di una sempre più stretta convergenza commerciale e strategica tra l'Europa continentale (Germania in testa) e le potenze del continente Asiatico. Non è un caso che il primo progetto a saltare a seguito della guerra sia stato il Nord Stream 2, infrastruttura vitale che avrebbe dovuto collegare direttamente la Russia alla Germania per rifornire sempre più l'Europa dell'economico gas russo.

A fare le spese di tale cinica strategia di contrapposizione sono il popolo ucraino, destinato ad un massacro che poteva e doveva essere evitato, e l'economia europea, che subirà un tracollo di cui in Italia non ci stiamo ancora del tutto rendendo conto. 

Nella migliore delle ipotesi subiremo un impoverimento mai sperimentato in precedenza; nella peggiore, saremo trascinati nella terza guerra mondiale, che finirà senza vincitori. 

In questo scenario apocalittico, ritengo che la posizione più responsabile sia opporsi all'invio di armi in Ucraina, mantenersi neutrali e farsi promotori di iniziative diplomatiche che ascoltino le richieste di tutte le parti coinvolte.

 

*Senatore 'L'Alternativa c'è' e candidato sindaco alle amministrative di Genova

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