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 Se c'è ancora una spiaggia quella di Venezia per il Genoa è l'ultima dove costruire la minima speranza di rimanere in A. Ma serve solo una vittoria, il resto significa retrocessione. Al Lido i rossoblu, visto che li di cinema ne masticano parecchio, rifiutano i titoli di coda di un film che rischia un finale amarissimo e beffardo visto che all'inizio pareva appassionante, coinvolgente e ambizioso considerato che la recita senza più brio di Preziosi era finita e sotto ai riflettori si sono alternati i nuovi padroni statunitensi di 777 Partners con i dollari a pioggia pronti per per salvare il Genoa e lanciarlo verso platee internazionali.

Peccato che nel mezzo i registi Ballardini, ma soprattutto Shevcenko non hanno azzeccato un ciak e neppure i proprietari che hanno investito, come dichiarato, già decine di milioni più i 19 nel mercato di gennaio, alla fine scegliendo un nuovo sceneggiatore ovvero Spors non hanno comunque chiuso con nessun riconoscimento. Almeno fin qui. Così serve un miracolo in laguna per allontanare un disastro. Blessin il tecnico del Grifo non si rassegna a mandare in macchina un altro film  il cui titolo non può che essere "Il piano B". A questo bisogna pensare,  ma anche no, non ancora. Blessin ha ragione, i tifosi sono con lui e anche i giocatori sono pronti a dare tutto.  Sturaro il capitano cioè un protagonista assoluto ha tuonato in settimana e così tutti uniti per stupire e andarsi a prendere i tre punti dell'orgoglio e della seppur difficile rinascita proprio col Venezia, una diretta concorrente. Oggi tutti hanno compreso che è stato un errore a parlare di Europa e di altro, come coraggiosamente avevamo sostenuto e così l'effetto boomerang, con questa classifica mortificante lascia il segno.

E se andrà male servirà assorbire la botta perché andare in B in questa stagione che pareva la svolta, addirittura la resurrezione, è proprio roba da Grifo. Ora fin qui le comparse si diano da fare sul set nella Serenissima. Da Amiri (se recupera) a Yeboah, da Gudmunsson a Piccoli, tocca a voi perché tutti hanno avuto fiducia in Spors che vi ha portati qui, ma pure lui dopo queste mosse non ha ancora vinto un match e allora ci si aggrappa a Criscito, Cambiaso, Rovella e Badelj, Destro cioè quelli di prima. Che sia la volta buona? Costa poco crederlo tanto non ci sono più alternative. Conta il presente ora. Sul futuro vedremo mentre voltarsi indietro a rivedere questi ultimi mesi, mette i brividi. Servirebbe un riscatto e allora ancora una volta, ora più che mai "Forza vecchio cuore rossoblu".