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GENOVA - Ci devono spiegare meglio, questo stuolo di esperti, virologi, epidemiologi, statistici, fisici, cosa nasconde quella cifra che ogni sera, puntuale, da due anni compare nel bollettino della pandemia. E’ un numero che quando lo commentano è spesso preceduto, da prammatica, con l’avverbio sussurrato , purtroppo. E’ il numero dei morti, delle vittime, nel linguaggio più brutale, dei decessi. E’ di nuovo salito, da giorni, anche se ci spiegano che con tanti contagi in più è inevitabile. Ma non ci aspettavamo che salisse a sfiorare le vette di un anno fa, quando i vaccini non avevano costruito ancora il muro, quando Omicron non era arrivata con la devastante contagiosità.

Chi muore, chi sta in quell’elenco che anche nella nostra Regione balza in avanti da settimane e settimane? I non vaccinati, i negazionisti? Non sono solo loro. La spiegazione che viene offerta in questo bollettino quotidiano del quale tanto si è discusso si limita al range dell’età. Esempio: i morti di oggi vanno da 56 a 97 anni. Grazie della precisazione, ma cosa vuol dire? Qualche volta nel fiume di spiegazioni che escono dalla valanga dei talk show, dove oramai il Quirinale e il Covid convivono in questo contrappeso incredibile, specificano, dettagliando i casi di co-morbilità, che spiegano la morte.

Così non si capisce mai se sono morti per il Covid, o con il Covid. Come se alla fine fosse una differenza che spiega, che consola. Sta scomparendo una intera generazione e oltre a quella tanti altri che la precedono. Da due anni interi, con una sequenza continua. Siamo il nono paese al mondo per numero di vittime. E non ci basta spiegarcelo con il ritornello che siamo uno dei Paesi più vecchi al mondo e che abbiamo anche un sistema sanitario, assistenziale che, al di là delle critiche, ci ha portato a avere una media di vita altissima. A quanti e perché il Covid ha trapassato veramente la difesa del nostro sistema facendoli sparire, prima brutalmente con le vittime  nel nulla delle rianimazioni blindate, e gli effetti personali raccolti in un sacco restituito ai parenti “dopo”.

Oggi un po’ meno drasticamente, ma con la stessa procedura di avulsione dalla vita, dai parenti. All’inizio di questa conta brutale, Matteo Bassetti, il nostro infettivologo, ultra esposto mediaticamente, si era duramente opposto a quel modo di contare. Aveva addirittura sostenuto di vergognarsi perché solo da noi il conto dei morti avveniva sommando chi in realtà non era morto di Covid, ma con il Covid. In questo modo il nostro Paese appariva come tra i più colpiti nel mondo in proporzione alla popolazione. Stiamo tornando a quel livello, ma nessuno dice più nulla. Siamo tutti assuefatti mentre quella falce continua a mietere. E ci dicono che “purtroppo” continuerà.