
"La chiusura del ciclo dei rifiuti è una priorità per Genova: la discarica di Scarpino chiuderà definitivamente nel 2030 e questo ci imporrà di lavorare fin da subito sull'autonomia della regione, sul trattamento dei rifiuti" - lo dice l'assessore comunale all'ambiente Silvia Pericu, a margine del convegno "Genova Circolare" organizzato da Fondazione Carige.
Si torna a parlare di termovalorizzatore: giorni fa il Comune di Genova aveva chiesto tempo alla Regione Liguria - una proroga di 180 giorni - per quanto riguarda l’avviso esplorativo finalizzato alla ricerca di operatori interessati alla realizzazione e gestione di un impianto terminale per la gestione dei rifiuti: "Si tratta di un problema non risolto per trent'anni e sempre rimandato a valle - dice Pericu - e la mia linea è trovare finalmente una soluzione definitiva".
Quattro gli scenari possibili per il territorio comunale: oltre alla realizzazione unicamente del termovalorizzatore, anche quella di impianti intermedi o soluzioni miste, con l'obiettivo di garantire alla città un servizio efficiente e una visione chiara sulla tariffa puntuale, attesa tra il 2028 e il 2029. «Dobbiamo capire la taglia e la tipologia di impianto necessaria per l'autonomia regionale - conclude Pericu - coordinandoci strettamente con il piano di gestione dei rifiuti della Regione Liguria». - aggiunge Pericu
Raccolta differenziata: Genova al 53%
L'assessore Pericu fornisce anche i primi dati sulla raccolta differenziata a Genova all'anno 2025: "Siamo intorno a un 53%, ancora lontano dal raggiungimento del 65% a cui siamo obbligati. Nel 2026 vogliamo spingere il più possibile con l'apertura di nuovi centri di raccolta e di riuso: l'obiettivo è salire fino al 60%."
Il ruolo di Amiu
Sulla stessa linea il direttore generale di Amiu Genova Roberto Spera, che ha ribadito che il "fine ciclo" è strettamente dipendente dai risultati della raccolta differenziata. "Lo sforzo attuale deve essere quello di fare quanta più differenziata possibile - ha spiegato - perché la dimensione degli impianti dipende dal residuo che non riusciamo a riciclare»
Sull'ipotesi del termovalorizzatore, il dg ha ricordato come l'Italia stia arrivando con un certo ritardo rispetto al resto d'Europa: «È una soluzione adottata da trent'anni; ora è corretto procedere con uno studio approfondito per individuare una tecnologia che possa traguardare i prossimi vent'anni». Spera ha inoltre annunciato che il nuovo cda di Amiu utilizzerà il tempo della proroga per effettuare corrette valutazioni tecniche, sottolineando come la chiusura del ciclo debba viaggiare di pari passo con un «nuovo patto sociale» con la cittadinanza sui temi della raccolta differenziata"
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