Tra le zone monitorate con attenzione ci sono viale Thaon di Revel e le palme del Porto Antico. Sono circa 3mila le piante sotto osservazione a Genova. Il Comune di Genova insieme ad Aster (l'Azienda municipalizzata che si occupa della manutenzione del patrimonio urbano e del verde pubblico su tutto il territorio) ha fatto partire un piano di monitoraggio delle circa 40mila piante presenti all'interno del Comune. L'obiettivo è evitare che si ripetano altri tragici fatti come quello avvenuto lo scorso anno in piazza Paolo Da Novi quando una palma è crollata provocando la morte di Francesca Testino. A inizio anno il nuovo allarme con il crollo di una palma a Nervi.
Il Comune aumenta le risorse a disposizione per portare avanti il programma di intervento sul verde pubblico cittadino: si passa da 4 a 6 milioni di euro a disposizione come ha spiegato la sindaca di Genova Silvia Salis. Nel corso degli ultimi anni sono aumentati i cedimenti improvvisi di alberi presenti in città: nel 2022 erano stati 39, nel 2023 83, nel 2024 151 mentre nel 2025 sono stati 112. Nell'ultimo anno sono stati oltre duemila i controlli.

Tra le aree più a rischio quella del Porto Antico dove sono presenti numerose palme che hanno mostrato più di qualche problema. Entro questa settimana l’abbattimento di 16 palme compromesse tra il Porto Antico e Pegli.
"Serve una progettualità e una programmazione, bisogna capire quali sono quelle specie su cui bisogna aumentare l'attenzione - spiega l'assessora al Verde Francesca Coppola -. Per capire le priorità sarà fondamentale avere un protocollo di intesa che stabilirà dove intervenire per prima, sicuramente serve aumentare i parametri di valutazione. Particolare attenzione potrebbe essere riservata ad esempio alle alberature presenti nelle scuole e alle aree di percorrenza h24". L'assessore spiega che il Comune ha anche un elenco di quali specie andare eventualmente a inserire in caso di sostituzione. Uno dei temi è infatti l'effetto sulle piante legato all fatto di essere collocate in città e al cambiamento climatico. "Nel regolamento del verde non è previsto uno strumento ad hoc su questo perché la sua ultima riscrittura è di 12 anni fa e va aggiornato perché oggi abbiamo dei dati diversi rispetto al passato".
Francesca Aleo, direttrice generale di Aster: "C'è bisogno di aumentare i controlli, dobbiamo darci delle priorità serve un protocollo condiviso sulla gestione del rischio. Il numero di 3 mila piante sotto osservazione potrebbe aumentare come diminuire, noi abbiamo fatto una valutazione del rischio sulla base dei parametri".
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