"Emanuele è cresciuto qua, questa era la sua seconda casa e tutte le volte che tornava in Italia era a Rapallo dal primo all'ultimo giorno. È uno di noi e lo rimarrà per sempre". Ha la voce rotta e gli occhi lucidi Fabrizio Pagliettini, direttore del Circolo Golf e Tennis Rapallo, dove Emanuele Galeppini, genovese vittima della strage di Crans Montana, in Svizzera, si allenava nel suo sogno di diventare una stella del golf.
Crans-Montana, identificato il corpo del genovese Emanuele Galeppini, avrebbe compiuto 17 anni
Una giovane promessa
Il Tigullio aveva un posto nel cuore del ragazzo, che avrebbe compiuto 17 anni a breve, come quel campo in cui aveva iniziato a giocare. Emanuele non aveva ancora fatto "il salto", ma il suo futuro era promettente: nel corso del 2025, il golfista genovese aveva concluso quarto il Campionato junior del Medio Oriente disputato sempre negli Emirati. Aveva giocato anche in Svizzera, al 'Memorial Olivier Barras' per i pro, in Italia, ai Campionati italiani under 16 e under 18 a squadre, in Inghilterra e in autunno in Bahrain. L'ultimo torneo a metà dicembre, l'Uae Cup Powered by Emirates.
"Era timido ma al tempo spesso un leader nato"
"Emanuele aveva questa caratteristica straordinaria di essere estremamente timido ma al tempo stesso un leader. Era molto educato, un ottimo giocatore capace di legare il gruppo giovanile pur non vivendolo tutto l'anno, era unico. Per noi era una speranza importante dal punto di vista sportivo, alla sua età, con le sue capacità e le sue caratteristiche anche umane, il sogno era quello di diventare professionista".
"Non cancellerò mai i suoi messaggi mentre era in gara"
I ricordi sono tanti, spiega Patteglini, che sceglie però di non svelare il preferito: "Lo tengo gelosamente, mai cancellerò i suoi messaggi quando era in gara e soprattutto quelli quando giocava male. Lo sentivo così dispiaciuto ma non per sè stesso, ma per la squadra che rappresentava. Aveva un attaccamento allo sport, aveva dei valori incredibili".

Le altre vittime italiane
È stato completato il riconoscimento delle sei vittime italiane della strage di Capodanno di Crans-Montana. Lo ha riferito l'ambasciatore italiano in Svizzera, Gian Lorenzo Cornado. Oltre Galeppini nelle scorse ore erano stati identificati anche il sedicenne bolognese Giovanni Tamburi, il sedicenne milanese Achille Barosi e la sedicenne milanese Chiara Costanzo. A loro si aggiungono la quindicenne italosvizzera Sofia Prosperi e il sedicenne romano Riccardo Minghetti.
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