Migliaia di genovesi hanno partecipato alla manifestazione pro Palestina in programma sabato sera, organizzata da Music For Peace, in seguito al record di beni di prima necessità raccolti per la Global Sumud Flotilla. “La questura parla di circa 50 mila ma secondo me siamo molto di più”, dicono gli organizzatori. Insomma, difficile avere un numero esatto ma la sensazione è che si sia superata una cifra inimmaginabile. Dopo giorni di corsa contro il tempo per raccogliere gli aiuti per il popolo di Gaza, tanti cittadini hanno deciso di accompagnare (simbolicamente) i beni racimolati da San Benigno al Porto antico, dove sono pronte a salpare le barche a vela, direzione Gaza.
Una marea umana in corteo per Gaza
I volontari hanno lavorato senza sosta per imballare i prodotti, di fronte a un flusso di persone continuo nella sede di Music For Peace a Genova San Benigno. Nel frattempo la manifestazione, che ha raggiunto il Porto antico, ha attraversato parte di città, partendo da San Benigno, in via Balleydier, percorrendo la sopraelevata Aldo Moro, fino a raggiungere il Porto antico, dove ad attenderle c’erano le barche a vela. Una marea umana che ha illuminato il percorso, in un sabato sera che pensa e guarda a Gaza, dove oramai non si muore solo sotto le bombe ma anche di fame. Presente anche la politica, che ha deciso di partecipare alla manifestazione organizzata da Music For Peace. Con la fascia tricolore, tra i tanti genovesi, anche la sindaca di Genova Silvia Salis. Con lei, a sfilare, molti rappresentanti dell’amministrazione comunale. “Sono davvero orgogliosa di essere la sindaca di questa città, se possibile stasera ancora di più. Ho voluto essere qui con la fascia tricolore perché voglio rappresentare davvero tutta Genova e la sua straordinaria anima solidale e umana. La risposta che è stata data in questi giorni con la raccolta alimentare per la Palestina e la fiumana di cittadini in corteo stasera è qualcosa di davvero commovente. Tutta la città è al fianco della missione che sta per partire e la sosterrà in tutti i suoi passi” commenta dalla fiaccolata la sindaca Silvia Salis. È stata la musica a fare da sottofondo alla camminata verso il Porto antico, accompagnata da luci e colori, bandiere della Palestina, ma anche il silenzio per chiedere il rispetto del popolo di Gaza. “Palestina libera” il grido che si eleva dai manifestanti.
Un evento che ha superato ogni aspettativa
Visibilmente emozionato, il fondatore di Music For Peace ringrazia non solo i genovesi ma anche tutti gli italiani per una manifestazione che ha superato ogni iniziativa, la più importante (dicono fonti del ministero ndr) che l’Italia abbia mai organizzato. “È una risposta fenomenale da parte della città di Genova ma non solo, anche da parte di tutta l’Italia. Questa è la forma di dissenso migliore che possiamo avere, noi dobbiamo riprendere la volontà di riessere un Noi. Solo se stiamo tutti insieme possiamo fare la differenza e cambiare il futuro. Sono emozionato perché la gente ci ha sommerso d’affetto ma soprattutto ha dimostrato che vuole rimanere umana” commenta a Primocanale Stefano Rebora.

Il lavoro di Music For Peace
La raccolta di generi di prima necessità lanciata nei giorni scorsi ha avuto un riscontro impensabile come spiegato da Stefano Rebora, fondatore di Music For Peace e membro dell'equipaggio. "Come dato finale, in cinque giorni, abbiamo superato le 300 tonnellate di materiale raccolto. Immaginate quante persone ci sono dietro quelle tonnellate - ha commentato Rebora -. È arrivato da ogni dove, anche dall'estero. Ma quello che conta è che la merce che partirà è come se fosse accompagnata da 30, 40, 50, 100, 200 mila persone. Non saremo solo noi sulle barche, ma ci saranno insieme a noi 45 tonnellate e 45 tonnellate rappresentano 45.000 persone che hanno portato chilo a chilo". La partenza è virtuale, perché solo questa notte, da un molo sicuro, verrà caricato il materiale e, se il tempo sarà favorevole, partirà domattina alla volta di Gaza.
Gli aiuti pronti a partire, nonostante il pericolo
Saranno tre o cinque le barche che partiranno da Genova e si congiungeranno con il resto della Flotilla a Catania, dove poi partiranno tutte insieme il 4 settembre per provare a rompere l’assedio a Gaza.
“Se arriveremo a Gaza e riusciremo a toccare il suolo sarà la devastazione, è dal 2009 che sono a Gaza dove ho tantissimi amici e molti li ho persi - ha raccontato Rebora -. Per rendere l'idea Gaza è grande come Genova, da Nervi (Levante) a Voltri (Ponente) compresi (32 km la lunghezza della città) con 2 milioni e 300 mila persone ma con l'80% delle abitazioni distrutte e cinque ospedali funzionanti al 20%. Non c'è più rete fognaria né rete idrica o elettrica e cibo quasi inesistente. Ho ricevuto messaggi in questi giorni dove mi dicevano che stanno mangiando ormai la sabbia". Importante è significativa la risposta di Genova, non solo per le oltre 300 tonnellate di aiuti raccolti, ma anche per la presenta alla manifestazione di un sabato sera, l’ultimo di agosto, con migliaia di giovani presenti.
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