GENOVA- La guardia costiera e l'Acquario di Genova hanno rinnovato il protocollo d’intesa finalizzato a definire, a livello operativo, i principi di intervento in caso di segnalazione, avvistamento o ritrovamento di esemplari di fauna marina feriti o in difficoltà.
La collaborazione prevede, nello specifico, che tutte le richieste d’intervento ricevute dal personale dell’Acquario di Genova vengano direttamente inoltrate alla sala operativa della guardia costiera di Genova, attiva h24, che si occuperà personalmente del recupero dell'animale nell’ambito dell’area di giurisdizione, che copre l’intero arco litoraneo della Liguria e fino ad una distanza di 7 miglia nautiche dalla costa.

Dopo un’adeguata formazione teorico/pratica per acquisire le procedure di manipolazione, valutazione dello stato di salute delle specie marine interessate, di primo soccorso, cure e raccolta dati, la capitaneria di Genova sceglierà il personale militare che potrà partecipare alle operazioni di recupero degli esemplari in affiancamento ai medici veterinari e i biologi dell’Acquario.
Il personale dell’Acquario invece farà un periodo di familiarizzazione a bordo delle navi della capitaneria di porto per poter acquisire tutte le abilità tecniche per poter operare in sicurezza e più velocemente a bordo dei mezzi della guardia costiera.
L’Acquario di Genova si occupa del soccorso delle tartarughe marine in difficoltà dal 1994 e dal 2009 è referente istituzionale per la regione Liguria per l’ospedalizzazione delle Caretta caretta. Nel 2017, ha ricevuto inoltre, insieme all’Acquario di Livorno, il riconoscimento per questa attività dal Ministero della Transizione Ecologica; entrambe le strutture gestite da Costa Edutainment operano in collaborazione tra loro e con le autorità locali per garantire ad ogni individuo uno stato di salute consono al ritorno in mare.
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