Sono centinaia gli studenti e gli anziani della comunità iraniana genovese che hanno manifestato in piazza Matteotti a Genova, a sostegno delle proteste in corso nel loro paese e contro la dittatura degli ayatollah, senza aver certo timore della pioggia. Protagonisti soprattutto gli studenti universitari iraniani, la comunità studentesca straniera più numerosa d’Italia residente a Genova, affiancati da membri della vecchia diaspora e da alcuni genovesi in segno di solidarietà. Limitata la presenza politica, con una connotazione prevalente di centrodestra.
Lo sfogo di un manifestante contro il regime
"Io sono qua, come altri miei amici, per far vedere al mondo quello che sta succedendo in Iran". Con queste parole cariche di rabbia, un manifestante iraniano residente a Genova ha rotto il silenzio, durante la manifestazione organizzata da studenti e anziani iraniani contro il regime di Teheran. La soluzione, per lui e molti manifestanti è chiara: "In Iran vogliamo la nostra libertà, la nostra repubblica, vogliamo essere liberi, vogliamo vivere bene".

Vi aspettate un aiuto dall'Europa? "Un aiuto sì, ci aspettiamo che il mondo senta quello che sta succedendo e capisca bene".
Siete tanti in piazza oggi, quanti siete iraniani a Genova? "Da quello che so siamo quasi duemila studenti, ma forse anche di più".
Il messaggio di Bucci: "La Liguria è vicina agli iraniani"
Il presidente di Regione, Marco Bucci ha voluto inviare un messaggio alla piazza. "È con profondo rispetto e sincera vicinanza che porgo, a nome della Regione Liguria, un saluto a tutti voi riuniti oggi per testimoniare il valore della libertà e dei diritti fondamentali della persona - recita il messaggio di Bucci letto dall'assessore regionale Paolo Ripamonti -. La Liguria guarda con attenzione, rispetto e preoccupazione alle donne e agli uomini iraniani che in queste ore continuano con le loro coraggiose azioni di protesta per chiedere giustizia, democrazia e cambiamento. Gesti che vengono sistematicamente repressi con uccisioni, violenze e arresti. Comprendiamo profondamente il valore di ogni voce libera e di ogni ribellione pacifica che rivendica la dignità umana, la libertà di espressione e la possibilità di decidere del proprio futuro. La Liguria si riconosce nei principi universali della democrazia, della pace e dei diritti umani e oggi, più che mai, vogliamo farvi sentire forte il nostro sostegno e la nostra vicinanza fraterna come parte integrante della comunità ligure. A chi lotta per un futuro migliore - conclude il messaggio - va il nostro sostegno. Alla libertà e alla dignità di ogni essere umano va il nostro impegno quotidiano. Grazie per la vostra presenza e per il contributo che portate con la vostra voce, per la vostra storia e per quella di tutti noi".
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