Attualità

E' una delle tante pagine nere degli anni di piombo a Genova. Quarantadue anni fa, il 25 gennaio 1980, in via Riboli, una crosa nel quartiere di Albaro, intorno alle 13.15 venivano assassinati a colpi di pistola il colonnello Emanuele Tuttobene e l’appuntato Antonino Casu, conducente della vettura su cui si trovava l'ufficiale che aveva portato a casa in una pausa del lavoro. Nell'agguato fu anche ferito il generale dell'Esercito Luigi Ramundo che si trovava a bordo dell'autovettura: fu lui a dare l'allarme e a chiamare i soccorsi, telefonando dalla portineria del palazzo. Tuttobene era a Genova dal 1962 prima come comandante della Compagnia centrale e poi come capo di 'Operazioni, addestramento, informazioni, ordinamento'. L’attentato fu rivendicato dalle 'Brigate Rosse – Colonna Francesco Berardi', dal nome dell’impiegato dell’Italsider che si era suicidato in carcere tre mesi prima (il 24 ottobre 1979) dopo essere stato arrestato a seguito della denuncia sporta contro di lui da Guido Rossa. Nel volantino di rivendicazione si sosteneva che il colonnello Tuttobene era “il comandante della struttura di spionaggio dei carabinieri … che lavorava in strettissimo rapporto con la NATO”. Il video dell'archivio storico si riferisce alla cerimonia di commemorazione delle vittime che si tenne nel 2009