L’errore più grossolano del Pd milanese è stato quello di presentare un suo candidato alle sue primarie, col risultato che queste sono state vinte da un altro, l’avvocato Giuliano Pisapia.
Il sondaggio su Marta Vincenzi e la sua giunta, all’interno di un più ampio discorso sullo stato della città e dei suoi abitanti dovrebbe far riflettere il partito che qui ha la maggioranza relativa. La Vincenzi non è bocciata tout court come molti avrebbero potuto pensare e come qualcuno magari del centro sinistra si augurava. Mantiene più o meno la quota che aveva quando venne eletta. Questo non vuol dire che metà Genova la rivoterebbe né che Genova preferirebbe un altro, magari di centro destra o di una lista civica. Vuol dire che, in fondo, questa città nel pessimo stato del Paese, galleggia, non brilla e non precipita. E questo in un’epoca di tagli da macelleria alle casse dei comuni è un segno positivo.
Ora come ha detto a Primocanale Silvio Ferrari, il Pd si farebbe un grande male se continuasse con segreti sussurri anti-Vincenzi che possono diventare irrecuperabili. Il Pd deve prepararsi a giocare a carte scoperte per decidere, entro l’estate se la Vincenzi potrà continuare e combattere una sfida difficilissima o se dovrà essere sostituita. Purché tutto avvenga alla luce del sole.
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